News
12/06/2018

Terence Davies al Cineporto di Bari per “Registi fuori dagli sche[r]mi” | Martedì 12 giugno – h. 20:30

registi_fuori_2018_davies_schermo

Continua la settima edizione della rassegna di cinema internazionale “Registi fuori dagli sche[r]mi”, con la proiezione di uno dei film più attesi di questa stagione cinematografica: “A Quiet Passion” del maestro inglese Terence Davies.

Il film sarà proiettato in anteprima nazionale domani, martedì 12 giugno alle 20.30 al Cineporto di Bari (ingresso libero fino a esaurimento posti). Alla visione saranno presenti il regista Terence Davies insieme allo scrittore e traduttore Marco Rossari e al direttore artistico della rassegna e della rivista Uzak.it, Luigi Abiusi.

A Quiet Passion” è la sintesi perfetta di tutto il cinema di uno dei maggiori maestri del cinema contemporaneo, pluripremiato da Cannes a Berlino, passando per Toronto, autore di capolavori come “Voci lontane, sempre presenti” (1988) e “Il lungo giorno finisce” (1992). Si tratta di un’accurata, poetica, ricostruzione della vita della grande poetessa americana Emily Dickinson, tesa tra amore familiare e ribellione verso il patriarcato; religiosità e ribellione laica, desiderio amoroso e repressione autoimposta: il tutto in un affresco elegantissimo e sensibile di una donna e di una società; un cinema che scava oltre le apparenze.

“Registi fuori dagli scheRmi” è prodotto da Apulia Film Commission e finanziato da Regione Puglia e Unione Europea attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2007-2013 e del P.O.R. Puglia 2014-2020 – Asse VI Obiettivo Tematico 6.7, nell’ambito dell’intervento “Viva Cinema – Promuovere il Cinema e Valorizzare i Cineporti di Puglia”.7.

 

05/06/2018

Primo ciak in Puglia per il nuovo corto di Vito Palmieri “Il Mondiale in Piazza”

Cosa succede se, nell’anno funesto in cui la nazionale italiana non si qualifica ai Mondiali di calcio, in un piccolo paese della Puglia i cittadini decidono di organizzare comunque un campionato parallelo? E se tanto più a quel campionato si iscrivono due “Italie”, di cui una composta da immigrati stranieri che si sentono appieno italiani?

La sfida comincia da Bitonto (BA) martedì 5 giugno, con il primo ciak del film breve “Il Mondiale in Piazza”, il nuovo cortometraggio di finzione di Vito Palmieri, già vincitore del bando “MigrArti”, promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con un premio di 25mila euro, e sostenuto dall’Apulia Film Fund della Regione Puglia e Apulia Film Commission con un ulteriore contributo di 25mila euro.

Il 40enne regista pugliese Vito Palmieri ha alle spalle un percorso artistico in gran parte concentrato su cortometraggi e documentari, piccole grandi opere filmiche con temi di forte attualità, che gli hanno consentito di vincere premi e riconoscimenti internazionali tra cui la selezione al Festival Internazionale del Cinema di Berlino e la vittoria del Toronto International Film Festival Sezione Kids con “Matilde”. Il suo stile e linguaggio registico riconoscibile, delicato e mai banale, trova terreno fertile in una storia come “Il mondiale in piazza”, scritta insieme a Michele Santeramo.

Il protagonista della vicenda è Ahmed, un ragazzino nato in Italia da padre e madre senegalesi, che – nel bislacco torneo che si svolgerà nella piazza della Cattedrale di Bitonto, invece che in Russia – vuole giocare nella squadra dell’Italia. Ma l’organizzatore rifiuta: la squadra dell’Italia c’è già, se ne facesse una sua. Ahmed non si dà per vinto e torna in breve tempo dall’organizzatore con la propria squadra di amici, un crogiolo di ragazzi di etnie e provenienze geografiche diverse, con la stessa ostinata fermezza intende chiamarsi Italia, perché lo è a tutti gli effetti. Tra eliminazioni e passaggi del turno, giornalisti, spettatori e malumori, la finale è Italia contro Italia: quella di Mario contro quella di Ahmed. Ma prima ancora di scoprire chi vince, “Il Mondiale in Piazza” pone domande potenti sul senso di una comunità più viva e multiculturale che mai, già trasformata e integrata grazie alle seconde generazioni di italiani, che cercano solo conferma della propria legittimità.

 

Volevo raccontare quella sensazione di improvviso e innocente smarrimento – spiega il regista – che accomuna e accompagna tutti coloro che sono nati e vissuti in Italia, che hanno condiviso percorsi scolastici, abitudini e stili di vita a prescindere dal colore della pelle o dal nome che i genitori hanno dato loro. E ho scelto il calcio – che pur con tutti i suoi difetti, ha la capacità di unire e superare pregiudizi e barriere – e il Sud dell’Italia, dove storicamente, e non certo da oggi, convivono tante anime e tante diverse comunità”.

Nel pieno stile della casa di produzione bolognese “Articolture” – già nota per “Gli Asteroidi”, opera prima di Germano Maccioni presentata come unico film italiano in concorso al 70° Festival di Locarno e presto alla 75° Mostra del Cinema di Venezia con “ZEN sul ghiaccio sottile”, primo film di Margherita Ferri, sostenuto dal programma di Biennale College Cinema 2017/18 –, “Il Mondiale in Piazza” è il frutto di una collaborazione con la Cooperativa Sociale Arca di Noè di Bologna e Fanfara Film di Bitonto.

Il pre-requisito di partnership con attori del terzo settore, richiesto dal bando MigrArti, ha trovato immediato riscontro nell’approccio di Articolture che da sempre produce un cinema legato ai territori, alle comunità e a tematiche socio-culturali di rilievo. Insieme ad Arca di Noè – impegnata dal 2001 in percorsi di inclusione sociale, attraverso proposte socio-educative centrate sulla persona e finalizzate alla crescita collettiva –, sono stati organizzati i casting, che hanno individuato il protagonista in Malick Sissé – vent’anni, di origine senegalese, per la prima volta sullo schermo – e Mario, Giulio Beranek, oltre a costruire le “squadre” dell’Italia, Romania, Pakistan, Tunisia, Cina. Allo stesso tempo, l’Arca di Noè svilupperà un percorso distributivo dell’opera nei circuiti attivati dalla Cooperativa e dal Consorzio l’Arcolaio a cui appartiene, in parallelo a quello strettamente cinematografico a cura di Sayonara Film.

 

05/06/2018

“Mena” di Maria Cristina Fraddosio mercoledì 6 giugno al Cineporto di Bari

Locanadina Mena

Nella sua attività di giornalista, Maria Cristina Fraddosio ha sempre prediletto l’attività di inchiesta e di denuncia su alcuni temi scottanti del nostro Paese. Lo fa attraverso alcune delle più prestigiose testate giornalistiche italiane ma, come è accaduto in questo caso, anche attraverso la realizzazione del documentario “Mena”, che la stessa Fraddosio ha diretto sul tema del gasdotto Tap in Salento in collaborazione con Martina Martelloni e Mauro Petito.

La giornalista barese, che da anni vive e lavora a Roma, sarà presente alle due proiezioni del suo “Mena”, che si terranno mercoledì 6 al Cineporto di Bari (inizio alle 19, ingresso libero). Dopo la proiezione, è previsto un intervento della giornalista e regista Maria Cristina Fraddosio.

Un cortocircuito semantico nella narrativa mediatica – si legge nelle note di regia Maria Cristina Fraddosio -. Un territorio che da paradiso naturale in cima alle classifiche mondiali è passato a essere teatro di scontri per via di una mega-infrastruttura energetica. I cittadini divenuti agli occhi dell’opinione pubblica d’improvviso anarchici. Insurrezionalisti. Violenti. È davvero andata così? “Mena” è il frutto di un lavoro di inchiesta che rivela aspetti della realizzazione del gasdotto Tap poco noti. La scelta di produrlo in modo indipendente nasce dal desiderio di garantire la libertà di informazione su una tematica rilevante per la collettività”.

“Mena” è un documentario di denuncia. La voce di un contadino fa da controcanto alle proteste in corso a Melendugno, in Salento, punto di arrivo del gasdotto Tap proveniente dall’Azerbaigian. Testimonianze dirette degli attivisti si alternano a quelle istituzionali. L’affare da 45 miliardi di dollari, dichiarato strategico dall’Unione Europea, ha stravolto la vita di un piccolo comune di diecimila abitanti.

Mentre la magistratura indaga sull’ipotesi che sia stata aggirata una direttiva europea sulla sicurezza dell’impianto, che sorgerà a poche centinaia di metri dalle abitazioni, i lavori per realizzare l’opera continuano in gran fretta sotto la sorveglianza di centinaia di forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Scontri, violenza, percosse sono oramai consuetudini per quella che era una tranquilla località di vacanza a ridosso di una delle più belle spiagge d’Europa.

Il viaggio si sviluppa attraverso il racconto dell’uomo che ha ceduto il suo terreno agli attivisti per consentirgli di presidiare l’area limitrofa al cantiere. Un flusso di coscienza lo riporta all’infanzia quando le campagne erano presidiate dai militari nel Dopoguerra. Sicurezza, democrazia, ambiente vengono alla ribalta attraverso una denuncia che a tratti si fa poetica e letteraria, per mezzo della tradizione e della storia di una terra abitata da un popolo che Tommaso Fiore assimilò alle formiche e che ha per antenati i contadini che nel 1952 si opposero ai soprusi dello Stato attraverso una lunga e dolorosa resistenza, sublimata poi nei versi di Vittorio Bodini. Il vocabolo mena è un universo condensato di significati che deriva dal dialetto locale. L’urgenza di informare sulle violazioni in corso e lanciare un appello di solidarietà trova riscontro in una delle accezioni di questa parola.

 

NOTE BIOGRAFICHE DELLA REGISTA

Maria Cristina Fraddosio, giornalista e traduttrice. Nata a Bari nel 1986 e residente a Roma. Dal 2015 lavora per la sezione Mondo Solidale di La Repubblica. Ha scritto anche per “L’Espresso” e “Il Venerdì”. Attualmente collabora con Il Fatto Quotidiano. Nel 2017 ha vinto la prima edizione del premio giornalistico intitolato a Carlo Azeglio Ciampi “Schiena Dritta” con l’inchiesta “All’ombra del caporalato”. In merito alla realizzazione del gasdotto Tap, è autrice di svariate inchieste pubblicate su L’Espresso e su Il Fatto Quotidiano. Tra queste “Rischi estremamente rilevanti. Ma il governo ha nascosto la relazione e sbloccato il Tap”, uscita su Espresso.it il 5 settembre 2017, rimossa dalla redazione quattro ore dopo, tornata poi online in versione estremamente ridotta a distanza di un mese e premiata dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia con il premio “Giornalista di Puglia”, intitolato a Michele Campione, edizione 2018.

04/06/2018

È online il nuovo Apulia Film Fund di Regione Puglia e Apulia Film Commission con una dotazione di 10 milioni di euro

Schermata 2018-06-01 alle 14.45.28

È on-line sul sito della Regione Puglia e nella sezione dedicata del sito della Fondazione Apulia Film Commission, il nuovo Film Fund previsto per il triennio 2018-2020, a valere sul Programma operativo regionale Puglia 2014-2020. Per la prima volta il fondo regionale registra una dotazione di 10 milioni di euro, un impegno raddoppiato rispetto alla dotazione finanziaria precedente. Un robusto apporto di risorse economiche, quindi, verso un settore sempre più strategico per la Regione Puglia a sostegno dell’industria cinematografica e audiovisiva pugliese, capace ormai di attirare sempre più produzioni nazionali e, soprattutto, internazionali.

Investiamo nel cinema, e più in generale in cultura, perché crediamo sia uno strumento qualificante per lo sviluppo economico del nostro territorio – commenta il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano -. Del resto i numeri ci danno ragione. In Puglia arrivano produzioni cinematografiche da tutto il mondo e questo genera opportunità di crescita, lavoro e visibilità davvero importanti. L’aumento dei fondi per la realizzazione dei prodotti audiovisivi in Puglia va proprio in questa direzione”.

Il film fund è uno degli strumenti più importanti del sistema regionale degli aiuti alle imprese culturali – commenta l’assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone -. Il cinema rappresenta uno dei settori di maggior talento della Puglia, stimola l’economia turistica della regione portando la bellezza dei luoghi all’attenzione del mondo. Per questa ragione abbiamo voluto raddoppiare la dotazione finanziaria da 5 a 10 milioni di euro. Vogliamo che l’industria dell’audiovisivo trovi in Puglia le condizioni per radicarsi e svilupparsi. E perché ciò accada dobbiamo puntare a rafforzare le imprese locali e a chiudere la filiera investendo su formazione tecnica e postproduzione digitale”.

Particolarmente entusiasta il direttore di Apulia Film Commission, Antonio Parente, che commenta: “Apulia Film Fund è per qualità delle misure individuate nel perimetro delle regole dei fondi europei, quantità di risorse disponibili, 10 milioni, e per l’abbattimento dei tempi burocratici, una misura veramente senza precedenti nel nostro sistema di film financing”.

Nel nuovo Apulia Film Fund, che avrà una dotazione di 10 milioni di euro per il triennio 2018/2020, sono ammessi al fondo tutti i progetti di opere audiovisive di fiction, documentari, short, animazione e format, con una soglia minima di lavorazione in Puglia di 6 giornate (ad eccezione delle categorie format e short, pari a 2 giornate), che abbiano una copertura finanziaria di almeno il 60% del budget (ovvero 40% per la categoria doc e 20% per short).

Per tutte le tipologie è previsto un cash rebate pari al 75% delle spese in favore dei lavoratori iscritti alla Production Guide di Apulia Film Commission, anche durante la lavorazione fuori dalla Puglia.

Sarà rimborsata anche parte della spesa di fornitori con residenza fiscale in Puglia: nella misura del 70% nel caso di short, 50% doc e animazione, 30% per fiction e format. Premiate, infine, le coproduzioni internazionali con l’assegnazione di 5 punti, su un totale di 60 necessari per accedere ai finanziamenti. Il contributo massimo previsto è di 1 milione di euro per la categoria fiction, 250 mila per animazione, 100 mila per doc e format, 40 mila per short.

L’attività di ammissibilità è svolta dagli uffici della Regione Puglia – Sezione Economia della Cultura, mentre l’attività di valutazione delle domande è svolta a cadenza bimestrale da una Commissione Tecnica di Valutazione.

Info su www.apuliafilmcommission.it/fondi/apulia-film-fund

 

31/05/2018

Nell’ultima sessione dell’Apulia Film Fund 2017 finanziati 9 progetti filmici con un finanziamento di 651.304 € per un impatto sul territorio di oltre 1.676.464 €

La Regione Puglia, Assessorato alle Industrie Culturali e Turistiche e Apulia Film Commission, comunicano che sono stati resi pubblici gli esiti in graduatoria provvisoria della valutazione dei progetti ammessi, finanziati e non, pervenuti nel periodo tra il 28 dicembre 2017 e il 28 febbraio 2018, relativi alla sesta e ultima sessione dell’avviso pubblico Apulia Film Fund 2017 emanato dal dirigente della Sezione Economia della Cultura – Regione Puglia, titolare del POR Puglia 2014-2020 Asse prioritario III “Competitività delle piccole e medie imprese” Azione 3.4 “Interventi di sostegno alle imprese delle filiere culturali, turistiche, creative e dello spettacolo”.

Anche in questa ultima sessione, la Puglia è ben rappresentata dalla presenza di ben 5 registi e 2 produzioni pugliesi, ai quali si affiancano 261 lavoratori pugliesi su 389 lavoratori totali (non sono conteggiate le comparse), impiegate sui set 99 giorni di ripresa in Puglia su 125 giornate complessive di lavorazione.

Delle 17 domande pervenute sono stati scelti 9 progetti filmici, alcuni dei quali hanno da poco terminato le riprese, altri tuttora in lavorazione o in procinto di iniziare la lavorazione nelle prossime settimane. Si tratta di 3 lungometraggi, 5 cortometraggi e 1 documentario, con un finanziamento totale pari a 651.304 euro per un impatto preventivato sul territorio di 1.676.464 euro.

Le riprese delle 9 produzioni finanziate toccano buona parte del territorio regionale. Tre sono i lungometraggi: “Alibi.com” (Picomedia Srl) di Volfango De Biasi (222.693 euro); “Free” (Golden Hours Films Srl) del regista pugliese Fabrizio Maria Cortese (148.805,45 euro); “Stai sereno” (Gika Productions Srl) di Davide Dapporto (143.800 euro).

Cinque, invece, sono i cortometraggi finanziati: “Ali” (Tapelessfilm Srl) di Giuseppe Tufarulo (19.451,60 euro); “Ius Maris” (della pugliese Fluid Produzioni Srl) di Vincenzo D’Arpe (25mila euro); “Vena” (A bout de film Srl) di Giuseppe Gandini (24.852 euro); “Il mondiale in piazza” (Articolture Srl) del regista pugliese Vito Palmieri (25mila euro); “Amina” (Master Five Cinematografica Srl) della regista pugliese Maria Serena Tondo (22.149,50 euro).

Infine, finanziato il documentario “Milva” (della pugliese Cidiemme Srl) di Angelo Domenico Capogna (19.552,93 euro).

La commissione tecnica di valutazione, in base al bando, è costituita con formula mista: il dirigente della Sezione, in qualità di presidente, un componente interno alla struttura regionale e tre professionisti di alto profilo: Annamaria Gallone, regista, produttrice ed esperta della Commissione Europea, Luca Bandirali, docente di Cinema, Fotografia e Televisione presso l’Università del Salento, nonché autore e conduttore della trasmissione radiofonica “Hollywood Party” in onda su Radio 3 RAI, e Bruno Zambardino, docente di Economia e Organizzazione dello Spettacolo dell’Università La Sapienza
di Roma e consulente scientifico della DG Cinema del MiBACT presso gli organismi dell’Unione Europea.

29/05/2018

“Vento di Soave” e Corrado Punzi per l’ultimo appuntamento della quarta edizione di “Realtà.doc” | Giovedì 31 maggio h. 20:30

Quarto e ultimo appuntamento al Cineporto di Foggia per la quarta edizione di “Realtà.doc”, la rassegna sul cinema documentario finanziata da Apulia Film Commission e per la direzione artistica di Luciano Toriello e Annalisa Mentana.

In programma, giovedì 31 alle 20.30, è prevista la proiezione del film documentario “Vento di Soave” diretto da Corrado Punzi (presente in sala), lavoro prodotto da Fluid Produzioni di Davide Barletti e del collettivo cinematografico Muud Film e realizzato con il contributo di Apulia Film Commission.

In concorso al 35° Torino Film Festival e da poco vincitore a Toronto del Premio della Giuria del prestigioso Hot Docs Canadian International Documentary Festival, il documentario riprende nel titolo “l’espressione con cui Dante Alighieri si riferisce alla dinastia sveva, Soave, degli Hohenstaufen, paragonando il loro dominio sull’Italia meridionale alla potenza impetuosa del vento. Il terzo vento di Soave e l’ultima possanza è l’imperatore Federico II, sotto il cui dominio la città pugliese di Brindisi visse i suoi migliori anni di prestigio culturale e commerciale. Oggi però, a testimonianza di quel passato glorioso, è rimasto solo qualche monumento e il nome dell’imperatore richiama soltanto il nome della Centrale a carbone Enel Federico II, tra quelle in Europa che emettono più sostanze inquinanti e più CO2. Ora il vento trasporta i fumi di questa centrale e del petrolchimico Eni nell’aria della città e unisce, come un soffio soave, le vicende di quattro persone che raccontano i due lati di un conflitto apparentemente irrisolvibile e immutato, come il ripetersi ciclico dei giorni e delle stagioni” (dalle note di regia).

Corrado Punzi sarà presente in sala per una conversazione con il pubblico e con Sergio Colavita, coordinatore del festival “Questioni Meridionali” di Foggia. L’evento è realizzato in collaborazione con MAD – Memorie Audiovisive della Daunia.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

La rassegna “Realtà.doc” è un’iniziativa realizzata da Apulia Film Commission e finanziata dalla Regione Puglia – Assessorato Industria Turistica e Culturale, nell’ambito dell’intervento “Viva Cinema – Promuovere il Cinema e Valorizzare i Cineporti di Puglia”, a valere su risorse FSC Puglia 2014-2020 – Patto per la Puglia.

 

25/05/2018

Ultimo giorno di riprese pugliesi per “Free” di Fabrizio Maria Cortese

Free

Si chiude domani, sabato 26, a Gallipoli il set del film “Free” di Fabrizio Maria Cortese, con protagonisti Babak Karimi, Corinne Clery, Sandra Milo, Enzo Salvi, Ivano Marescotti, Antonio Catania, Marco Mazzocca, Sergio Friscia e Michele Venitucci.

Le riprese del film, iniziate in Puglia il 2 maggio per quattro settimane tra Gallipoli e Racale, in provincia di Lecce, proseguiranno ancora per un’altra settimana, fino al 1° giugno, nella casa di riposo dell’Opera Don Guanella a Roma.

Il film, infatti, racconta le vicende di cinque anziani ospiti della casa di riposo dell’Opera Don Guanella di Roma che, annoiati dalla vita quotidiana e delusi per il distacco dei loro affetti più cari, decidono di fuggire verso la Puglia per realizzare il sogno della loro vita. Rocco, trader fallito, suo fratello Luchino, cuoco ossessivo compulsivo, Antonio, ex-capitano di lungo corso, Erica, ex- cantante cardiopatica e Mirna, arrivata in Italia dalla Serbia allo scoppio delle guerre jugoslave, riusciranno a realizzare i loro sogni?

Prodotto dalla Golden Hour Films e dalla Pugliese Ismaele con Rai Cinema, il film è realizzato con il contributo di Apulia Film Fund della Regione Puglia (148.805,45 euro) e col sostegno di Apulia Film Commission. Per la realizzazione del film, sono stati impiegati 30 unità lavorative pugliesi.

 

25/05/2018

Il regista libanese Nadim Tabet a “Registi fuori dagli Sche[r]mi” con “One of These Days”

33044213_1767328633313684_4011126135906631680_n

Continua la settima edizione della rassegna di cinema internazionale “Registi fuori dagli sche[r]mi”, con la proiezione di uno dei film più sorprendenti dell’ultimo Festival di RomaOne of These Days” del regista libanese Nadim Tabet.

Il film sarà proiettato venerdì 25 alle 20.30 al Cineporto di Bari (ingresso libero fino a esaurimento posti). Alla visione saranno presenti il regista Nadim Tabet insieme al critico cinematografico, delegato generale della Settimana Internazionale della Critica (Mostra di Venezia) Giona Nazzaro, e il direttore artistico della rassegna e della rivista Uzak.it, Luigi Abiusi.

Film divenuto già da culto per la freschezza, la luminosità dello sguardo di Nadim Tabet, “One of These Days” è lo spaccato di una Beirut inattesa, non solo all’insegna dei problemi di geopolitica, che anzi sono in sottofondo, ma soprattutto della vitalità, dell’energia di una generazione di giovani dedita alla musica, agli amori, all’amicizia, tra una manifestazione in piazza, un concerto rock, cuori che si spezzano e altri che si ritrovano. Una Beirut “che ci appartiene”, una Beirut in autunno, tra nouvelle vague e Bertolucci. Le musiche straordinarie sono dei The Bunny Tylers.

“Registi fuori dagli scheRmi” è prodotto da Apulia Film Commission e finanziato da Regione Puglia e Unione Europea attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2007-2013 e del P.O.R. Puglia 2014-2020 – Asse VI Obiettivo Tematico 6.7, nell’ambito dell’intervento “Viva Cinema – Promuovere il Cinema e Valorizzare i Cineporti di Puglia”.7.

 

24/05/2018

Da giovedì 24 maggio il mito di Rodolfo Valentino torna a vivere al cinema con “Rudy Valentino” di Nico Cirasola

A partire da giovedì 24 maggio esce nelle sale di tutta la Puglia “Rudy Valentino”, film diretto da Nico Cirasola e prodotto da Alessandro Contessa. Il film racconta il ritorno, nell’estate del 1923, di Rodolfo Valentino a Castellaneta, il suo paese natale e dove il film è stato girato, per ritrovare i luoghi e le persone a lui cari, in un viaggio alla ricerca della sua identità, dell’uomo Rudy, oltre il mito.

Il mio Rudy – confessa il regista Nico Cirasola – rappresenta tutti i giovani che hanno un sogno da realizzare e, nonostante l’amore per la propria terra, sono costretti a lasciarla. Rodolfo Valentino con grande sacrificio, partendo da un piccolo paese della Puglia, riuscì in poco tempo a diventare la star più brillante di Hollywood, testimonial dello stile e dell’eleganza italiana” (gli abiti di scena sono stati realizzati dalla sartoria pugliese di Angelo Inglese). La storia è stata scritta da Nico Cirasola, Lucia Diroma e Luigi Sardiello.

Nel cast del film, oltre ai due protagonisti Pietro Masotti e Tatiana Luter, anche Claudia Cardinale, Nicola Nocella, Luca Cirasola, Rosaria Russo, Celeste Casciaro, Mauro Leuce, Giorgio Consoli, Lucio Montanaro, Dino Paradiso e la partecipazione di Alessandro Haber.

Girato interamente a Castellaneta, “Rudy Valentino” è prodotto da Bunker Lab in associazione con Mediterranea Film e realizzato col sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e di Apulia Film Commission (contributo di 24.357 euro del fondo Apulia National Film Fund e l’impiego di 20 unità lavorative pugliesi), con il patrocinio del Comune di Castellaneta, in associazione con BCC San Marzano di San Giuseppe e in collaborazione con la Regione Puglia – Assessorato al Turismo e Prodotti di Qualità Puglia.

 

22/05/2018

Il cinema russo in tour per la Puglia | Dal 21 al 24 maggio la casa russa Mosfilm ospite della Mostra del Cinema di Taranto

VA E VEDI

Sei serate evento: proiezione di film, incontri culturali e visite in Puglia per la Mosfilm, la storica casa di produzione cinematografica russa ospite di una rassegna organizzata dalla Mostra del Cinema di Taranto. L’istituzione moscovita, che sarà rappresentata da Elena Orel, responsabile del dipartimento rapporti con l’estero, porterà in Italia alcune pellicole di autori contemporanei e maestri del passato.

Dal 21 al 24 maggio un programma itinerante, realizzato grazie alla preziosa collaborazione dell’associazione Verso Est del presidente Giuseppe Stasolla, che toccherà Taranto, Bari, Foggia e Lecce e vedrà la presenza di film inediti come Anna Karenina – Vronsky’s Story e White Tiger (proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano) e i classici Ivan il Terribile, La congiura dei boiardi, Va’ e vedi, Aleksandr Nevskiy, presentati in versioni opportunamente restaurate.

Prestigiosi i partners della rassegna: Cinema Teatro Orfeo per la tappa tarantina (da lunedì 21 a mercoledì 23), AncheCinema Royal di Bari (martedì 22) e Apulia Film Commission per le proiezioni nei Cineporti di Foggia (mercoledì 23) e Lecce (giovedì 24). Tutti gli appuntamenti sono aperti al pubblico e inizieranno alle ore 20:00.

Si fortifica dunque l’intesa tra Mostra del Cinema di Taranto e Mosfilm: lo scorso gennaio infatti il direttore artistico Mimmo Mongelli ha partecipato, a Mosca, alla consegna dei Golden Eagle Awards, gli oscar del cinema russo.

La serata inaugurale al Cinema Teatro Orfeo di Taranto, di lunedì 21 maggio, vedrà l’esibizione del coro del liceo delle scienze umane “Vittorino da Feltre” del dirigente scolastico Alessandra Larizza. I ragazzi, coordinati dalla prof.ssa Marina Koush, intoneranno gli inni nazionali di Italia e Russia e la versione originale di Katyusha.

A seguire, l’introduzione ai film con il critico cinematografico Guido Gentile, il saluto del presidente Stasolla di Verso Est e le proiezioni di Anna Karenina e White Tiger. Martedì 22 e mercoledì 23 maggio, sempre al teatro Orfeo, verranno proposti due film per serata, rispettivamente: Ivan il Terribile e La congiura dei boiardi, Va’ e vedi e Aleksandr Nevskiy.

Elena Orel della Mosfilm porterà poi Anna Karenina, del regista Karen Shakhnazarov, martedì 22 maggio a Bari, presso AncheCinema Royal. Durante la serata, presentata dal direttore artistico MCT Mimmo Mongelli, la partecipazione anche del console onorario di Russia Michele Bollettieri.

Inoltre, d’intesa con Apulia Film Commission, ci saranno proiezioni mercoledì 23 al Cineporto di Foggia (la MCT sarà presente con il regista Domenico Palattella) e giovedì 24 al Cineporto di Lecce con il vice direttore artistico MCT Alfredo Traversa.

Per info: www.mostracinemataranto.com oppure mostracinemataranto@gmail.com o la pagina Facebook: Mostra Del Cinema di Taranto.

 

Archivio contenuti|«3456789 » »|