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18/06/2018

Dal 18 al 21 luglio a Specchia la 15esima edizione della Festa di Cinema del Reale

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Da mercoledì 18 a sabato 21 luglio 2018 si rinnova a Specchia l’appuntamento con La Festa di Cinema del reale, manifestazione dedicata al cinema documentario e agli scambi creativi che trasforma uno dei borghi più belli d’Italia nella cittadella delle arti audiovisive e performative. Alla sua 15esima edizione, la Festa si fa in tre: approda anche al Castello Volante di Corigliano e al Barezzi Summer Luce Festival di Andrano ad aprire e chiudere un lungo mese di attività, sperimentazioni e incontri con il cinema indipendente e d’autore in un programma “extra large”.

Dal 18 al 21 luglio, nel cuore del Salento, si rinnova a Specchia l’appuntamento con la 15esima edizione de La Festa di Cinema del reale ideata da Big Sur e diretta da Paolo Pisanelli. Tra proiezioni, prime italiane, seminari, laboratori di creazione, installazioni immersive, performance e live set, La Festa di Cinema del reale vola quest’anno di castello in castello riconfermandosi un progetto culturale in grado di dar vita ad un’esperienza collettiva che si realizza in luoghi unici e in clima di grande informalità e vicinanza tra gli autori, produttori, direttori di festival e il pubblico.

Il quartier generale a Specchia abbraccia la piazza e Castello Risolo, palazzo cinquecentesco il cui atrio si trasforma per quattro giorni nella sala sotto le stelle della Festa che conduce gli autori e il pubblico in un viaggio unico di conoscenza e di scoperta verso i territori più affascinanti dell’immagine fissa e in movimento. Nell’edizione 2018 sono facce / guerre / mutamenti le tracce che ispirano il programma e dettano il ritmo di proiezioni originali e creative, capaci di raccontare le trasformazioni della società in cui viviamo.

Alla Festa di Cinema del reale facciamo un gioco spericolato: scegliamo tre parole che significano tutto e niente, tre parole che possono anche sembrare abusate e retoriche… ma noi sappiamo che sono piene di sensi, ci facciamo incantare dal loro suono e dalle loro forme. Poi, vittime di questo incantamento, proviamo a immaginare cosa possiamo raccontare con queste parole, quali immagini suoni movimenti risvegliano. Questo rito di riuso e riciclo delle parole fa nascere nuove visioni dentro di noi, suscita l’attenzione di  molte persone e artisti che vengono attratti magicamente. Le tre parole rivelano sogni, paure, desideri di tutto il mondo”, racconta Paolo Pisanelli, direttore artistico della manifestazione.

Nei tre castelli abitati dalla Festa di Cinema del reale si aggirano molti spiriti dell’arte contemporanea e si verificano scontri e incontri creativi illuminati dalla luce di grandi autori e autrici come William Klein, Cecilia Mangini, Lech Kowalsky anche giovanissimi come Muhammad Najem che con le loro opere hanno contribuito a mutare la conoscenza e le possibilità di espressione di immagini fisse e in movimento. La Festa di Cinema del reale si pone sempre il grande obiettivo di raccontare le realtà che viviamo, luci e ombre, e vuole festeggiare la gioia di vivere e la creatività  di tutte le persone che hanno contribuito a realizzare una festa così esplosiva, che nel 2018 compie quindici anni”, conclude il direttore artistico.

La Festa di Cinema del reale è un festival del cinema libero, non convenzionale, ricco di narrazioni e di sconfinamenti come dimostra il programma di quest’anno con date che precedono e seguono la manifestazione a Specchia. Nome di punta, il regista e fotografo William Klein, a cui La Festa di Cinema del reale dedica una retrospettiva. William Klein, classe 1928, è stato un innovatore nel campo della fotografia e del cinema. Il suo articolato percorso artistico attraversa il campo della pittura, della moda, dell’etnografia applicata all’immagine in movimento, passando per la grafica e il design. Riconosciuto come uno dei fotografi più importanti del XX secolo, Klein ha rinnovato anche il linguaggio del cinema nei documentari che ha diretto e in cui rivela un occhio critico nei riguardi della società americana contemporanea. La 15esima edizione de La festa di Cinema del reale celebra il genio e lo sguardo controcorrente di William Klein dedicandogli una festa inaugurale lunedì 16 luglio al Castello Volante di Corigliano d’Otranto, che ospiterà alcune proiezioni e un’installazione fotografica incentrata sul tema del ritratto, con immagini tratte dall’archivio Klein. Una selezione di film dell’autore saranno presentati nei giorni successivi a Specchia e giovedi 26 luglio ad Andrano, in collaborazione con Barezzi Summer Luce Festival.

Tra le riconferme Lech Kowalsky, già ospite dell’edizione 2014, grande film-maker di strada, on the road, che mette in scena i suoi viaggi e la casualità degli incontri nei suoi straordinari film. A distanza di quattro anni, Kowalsky torna nel Salento con I pay for your story, un’opera filmica che racconta i grandi cambiamenti oltreoceano dell’era trumpiana. Sarà presente anche Cecilia Mangini, colonna portante della Festa di Cinema del reale, una delle figure più significative della storia del cinema italiano, inarrestabile pioniera del cinema documentario. Prima donna a girare documentari nel dopoguerra, l’opera di Cecilia Mangini è negli ultimi anni al centro di un lavoro di indagine, ricerca e divulgazione da parte di OfficinaVisioni e Big Sur, promotori del progetto Cecilia Mangini – visioni e passioni.

Si rinnova anche anche la preziosa collaborazione con Wanted – Cinema che quest’anno presenta opere come Dancer del regista Steven Cantor, ritratto del danzatore ucraino Sergei Polunin.

Non solo le luci dei proiettori a disegnare lo spazio della Festa di Cinema del reale. Le visioni cinematografiche riverberano anche nelle sezioni Sguardi e Visioni, grande contenitore in cui convergono installazioni ambientali e arti visive; nelle colazioni con gli autori e nei laboratori di formazione “in pillole”, agili e coinvolgenti, che trasformano la permanenza a Specchia in un’esperienza di partecipazione unica. Così il festival finisce per diventare un immenso cantiere a cielo aperto che da mattina a sera è in grado di far vibrare luoghi insoliti per la fruizione dei linguaggi dell’audiovisivo e delle arti performative.

Accanto gli Extra, che accolgono e promuovono una rosa di attività collaterali che si tengono a Specchia nei giorni del festival. Spettacoli teatrali, concerti, mostre, mercatini, presentazioni di libri e altre narrazioni vengono inseriti del circuito dell’evento, comunicati e valorizzati entro l’unica piattaforma creativa del festival che si conclude sabato 21 luglio con un mitico party diffuso fino all’alba, quest’anno frutto della collaborazione con Fuck Normality Festival.

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INIZIATIVA PRODOTTA DA

Fondazione Apulia Film Commission

Apulia Cinefestival Network

 

COFINANZIATA DA

Regione Puglia – Assessorato all’Industria Turistica e Culturale

a valere sulla dotazione FSC 2014-2020

Patto per la Puglia – Area di intervento IV

 

IDEAZIONE E ORGANIZZAZIONE

Big Sur

OfficinaVisioni

Cinema del reale

 

14/06/2018

“Due piccoli italiani” di Paolo Sassanelli da giovedì 14 giugno al cinema

DUE PICCOLI ITALIANI - Francesco Colella, paolo Sassanelli copia

È una storia di qualcosa a me molto vicino e che sempre mi commuove. Parla della fragilità delle persone e di come un equilibrio costruito attorno a una vita monotona e apparentemente appagante, possa essere scosso da un improvviso episodio traumatico”.

Sono le parole di Paolo Sassanelli a spiegare quali sono i temi sul quale si basa “Due piccoli italiani”, primo lungometraggio da regista dell’attore barese che a partire da domani, giovedì 14, sarà nelle sale. In occasione dell’uscita del film, Sassanelli sarà in Puglia per salutare il pubblico: venerdì 15 alle 20.30 al Multicinema Galleria a Bari (corso Italia, 15) e sabato 16 alle 20 alla Città del cinema a Foggia (piazzale Anna De Lauro Matera).

In “Due piccoli italiani”, oltre ai protagonisti Paolo Sassanelli e Francesco Colella, sono coinvolti gli attori: Rian Gerritsen, Marit Nissen, Kenneth Herdigein, Tiziana Schiavarelli e l’amichevole partecipazione di Totò Onnis e Dagmar Lassander.

Il film racconta del rocambolesco viaggio attraverso l’Europa di due amici un po’ naïf, Salvatore (Colella) e Felice (Sassanelli), in fuga da un paesino della Puglia, che si ritrovano catapultati in Olanda e poi in Islanda. Per la prima volta nella loro vita capiranno cosa significhi sentirsi vivi e felici.
Attraverso qualche disavventura, e con l’aiuto prezioso di Anke (Gerritsen), una donna stravagante, supereranno le proprie paure e inibizioni. Troveranno la gioia di vivere, l’affetto e anche l’amore, scoprendosi parte di una ‘famiglia moderna’, bizzarra e rassicurante al tempo stesso.

Scritto da Francesco Apice, Chiara Balestrazzi e Paolo Sassanelli, il film è una co-produzione Italia-Islanda prodotto dalla Mood Film di Tommaso Arrighi e Duo Production (Islanda) in collaborazione con Rai Cinema e si avvale del supporto e del contributo di Eurimages, del MiBACT Direzione Generale Cinema e il sostegno della Regione Puglia e di Apulia Film Commission.

Il film, infatti, è beneficiario attraverso l’Apulia Film Fund 2016 (finanziato dal POR Puglia 2014-2020 Asse prioritario III “Competitività delle piccole e medie imprese” Azione 3.4 “Interventi di sostegno alle imprese delle filiere culturali, turistiche, creative e dello spettacolo”), di un finanziamento di 115.880 euro per un impatto economico previsto sul territorio di 326.951,98 euro. Per i 18 giorni di lavorazione in Puglia, sono impiegate 34 unità lavorative pugliesi.

13/06/2018

Al via le riprese dello spot contro il bullismo #RompiIlSilenzio di Pierluigi Glionna

Quella del bullismo è una realtà che si diffonde inosservata dentro e fuori le scuole, non si sa come gestirla, non si sa come porre fine all’ingiustizia. Neanche i professori, talvolta, riescono a mantenere la situazione sotto controllo. Ma cosa succederebbe se a prendere in mano le redini della situazione fosse uno studente? Cosa accadrebbe se, in una classe di scuola media, una bambina riuscisse a zittire i bulli?

Ce lo racconta il regista Pierluigi Glionna con lo spot istituzionale “#RompiIlSilenzio”, patrocinato dal Comune di Spinazzola, prodotto da Sinapsi Produzioni Partecipate con il sostegno della Regione Puglia e Apulia Film Commission.

In collaborazione con Mirian d’Oria e Annalisa Tesoro, rispettivamente ideatrici di soggetto e sceneggiatura, il regista vuole insegnarci a combattere per noi stessi e per gli altri, abbattendo il muro del silenzio. Il giorno 16 giugno a Spinazzola (BT) presso la scuola media “Mazzini-De Cesare”, cominceranno le riprese.

Pierluigi Glionna è un precoce regista 20enne con alle spalle anni di esperienze artistiche. All’età di undici anni, insieme a sua madre, fondò l’associazione “Piccoli già Grandi”, regalando alla cittadina di Spinazzola un grosso contributo culturale. Madrina dell’associazione è l’attrice di cinema e teatro Lucrezia Guidone, conosciuta per essere stata musa di Luca Ronconi. Ha recitato in La ragazza nella nebbia con la regia del pugliese Donato Carrisi, in Noi 4 di Francesco Bruni ed ha ricoperto svariati ruoli a teatro collaborando con Alessandro Preziosi e Federico Tiezzi.

La stessa Lucrezia Guidone ricoprirà il ruolo di maestra in una scuola media ritrovandosi a dover mediare tra bulli e vittima.

Nel cast troveremo anche tanti giovani ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Mazzini-De Cesare” scelti tramite casting.

Il protagonista, Domenico, interpretato dal giovanissimo attore Nicolò Fortunato, si siederà accanto alla sua amica Laura interpretata da Caterina Rinella, nonché punto focale dello spot.

Saremo immersi nell’atmosfera tesa dell’ennesimo episodio di bullismo e ci troveremo dinanzi ad uno dei tanti casi di violenza psicologica che avvengono nelle scuole; ci sarà una svolta che ribalterà la situazione, romperà il silenzio.

 

Uno spot pieno di speranza per una generazione ed un futuro liberi dal bullismo e dal silenzio.

 

13/06/2018

Il Festival del Cinema Francese “Vive le Cinéma” da mercoledì 11 a domenica 15 luglio nella Biblioteca Provinciale “Nicola Bernardini” di Lecce

“Vive le Cinéma” approda a Lecce: da mercoledì 11 a domenica 15 luglio, infatti, il Festival di cinema francese, promosso dalla Regione Puglia e realizzato da Apulia Film Commission, ideato e diretto dal regista e sceneggiatore Alessandro Valenti e dal produttore Angelo Laudisa, si sposta, dopo le prime due edizioni nel Castello di Acaya, nella Biblioteca Provinciale “Nicola Bernardini” dell’ex Convitto Palmieri, nel cuore del centro storico del capoluogo salentino. Dal 2016 “Vive le Cinéma” porta in Puglia il meglio della cinematografia francese per consolidare i legami creativi con il Sud Italia e segnare il primo passo verso un vero e proprio “patto culturale” tra la Puglia e la Francia, prima industria cinematografica Europea e terza al mondo con quasi 300 film prodotti ogni anno con oltre 200 milioni di spettatori.

Il programma proporrà cinque giorni con proiezioni – esclusive per l’Italia – di corti, documentari e lungometraggi, master class, incontri, musica. Dopo Chiara Mastroianni e Nicole Garcia, il presidente della giuria dei lungometraggi sarà l’apprezzato regista François Ozon, nel 2018 nelle sale italiane con il suo ultimo film “Doppio amore”. La giuria di corti e documentari sarà, invece, guidata dall’attrice Vimala Pons. Tra gli ospiti arriveranno nel Salento gli attori e attrici Anais Demoustier, Melanie Thierry, Eric Caravaca, Lolita Chammah, Thierry De Peretti, Laetitia Clement, la costumista Pascaline Chavanne, lo scrittore e intellettuale marocchino Tahar Ben Jalloun, la produttrice e parlamentare Frédérique Dumas-Zajdela, la giornalista Véronique Auger.

“Vive le Cinéma è l’ultimo nato, ma ha saputo conquistarsi un posto di rilievo nella rete dei festival promossa dalla Regione Puglia per il tramite di Apulia Film Commission”, sottolinea Loredana Capone, assessora all’Industria Culturale e turistica della Regione Puglia. “Le affinità culturali tra il cinema francese e quello italiano sono molte. Uno degli obiettivi del festival è favorire la cooperazione tra le due cinematografie e far si che oltre che vederli i film francesi sia anche possibile girarli in Puglia. Infine c’è anche un risvolto turistico. Sempre più i francesi scelgono la Puglia e il Salento per le loro vacanze. Il buon cinema è un ingrediente decisivo dell’offerta turistica”.

Anche se giovanissima, Vive le cinèma è una manifestazione che ha conquistato il cuore del pubblico e degli addetti ai lavori. Questo Festival, oltre a proporre alcune delle pellicole più particolari di una delle migliori cinematografie del mondo, ci consente di costruire delle relazioni privilegiate con il mondo del cinema e della cultura francese”, aggiunge Antonio Parente, direttore Apulia Film Commission. “Grazie a questa tipologia di manifestazioni, infatti, assolviamo un doppio compito: da una parte proponiamo al pubblico locale e ai turisti un prodotto culturale di alta qualità, dall’altra instauriamo rapporti con produttori e autori Transalpini, mostrando loro i meravigliosi scorci della nostra Puglia e le nostre opportunità produttive. Quest’anno, poi, avremo come presidente di giuria uno dei più grandi autori della scena mondiale, François Ozon, che impreziosisce ulteriormente un programma già ricco di eventi e film d’essai”.

Abbiamo deciso di portare il nostro festival in una biblioteca perché crediamo che sia il luogo adatto a imparare a raccontare storie, scrivere storie, vedere storie”, è il commento dei direttori artistici Alessandro Valenti e Angelo Laudisa. “Vogliamo fare della Puglia l’interlocutore privilegiato della prima industria cinematografica europea, la Francia. Per cinque giorni alcuni tra i più importanti produttori, giornalisti, attori registi, politici, scrittori saranno con noi per costruire un laboratorio di idee che possa far crescere la Puglia e l’Europa grazie al cinema e alla letteratura”.

La decisione della direzione artistica di individuare nel complesso del Convitto Palmieri, sede della storica Biblioteca Bernardini, la sede del Festival, ci trova entusiasticamente favorevoli”, precisa Luigi De Luca, direttore del Polo Biblio-Museale di Lecce. “È una scelta coerente con la strategia regionale di investire sulle Community Library ma anche con il nuovo corso che dopo l’intesa tra Regione e Provincia si è voluto avviare nella gestione dei luoghi e delle istituzioni culturali. Spazi versatili, aperti alle arti e a pubblici differenti. Spazi di libertà e creatività. Dove l’antica vocazione è esaltata dalle sfide della contemporaneità. Dopo Vive le Cinéma, ospiteremo, come già lo scorso anno, una parte del Festival “Teatro dei Luoghi” e il premio della rivista “Gli Asini”. Oltre alla fitta programmazione estiva del Museo Castromediano. Insomma biblioteca e museo non vanno in ferie”.

“Vive le cinéma“ è finanziato dalla Regione Puglia – Assessorato Industria Turistica e Culturale – a valere su risorse FSC Puglia 2014-2020 – Patto per la Puglia – e realizzata dalla Fondazione Apulia Film Commission in partnership con la Provincia di Lecce, il Comune di Lecce, l’Istituto delle Culture Mediterranee, l’Università del Salento e Pugliapromozione.

 

 

12/06/2018

È online l’avviso pubblico per la presentazione di istanze per l’adesione a “D’Autore D’Estate 2018″

È un momento di grande attività per la Fondazione Apulia Film Commission che, in questo periodo, ha avviato una misura indirizzata verso il potenziamento delle offerte cinematografica al pubblico e di sostegno alla circuitazione del cinema D’autore. Proprio in estate, un periodo nel quale le sale cinematografiche vivono un momento di difficoltà, la Regione Puglia e Apulia Film Commission vogliono consolidare il progetto “D’Autore D’Estate 2018”, il circuito di sale cinematografiche di qualità diffuso su tutto il territorio pugliese.

L’idea è di offrire, anche nella bella stagione, opere filmiche di qualità favorendo l’offerta per gli spettatori pugliesi, per i turisti e per tutti gli appassionati della settima arte. Per questo la Regione Puglia e L’Apulia Film Commission, hanno pubblicato on-line sul sito www.apuliafilmcommission.it, l’avviso pubblico indirizzato a tutti gli esercenti che intendono aderire al circuito, con una programmazione che prevede anche l’utilizzo di arene e di proiezioni ad hoc come cinema all’aperto.

Anche la Commissione del “Social Film Fund – Con Il Sud”, con presidente il regista e sceneggiatore Gennaro Nunziante, è al lavoro per selezionare i 10 progetti tra i 99 pervenuti. L’iniziativa è nata dal comune interesse di Fondazione Apulia Film Commission e Fondazione Con Il Sud, sotto la regia di Regione Puglia, di promuovere una iniziativa congiunta per “raccontare” il Sud attraverso i fenomeni sociali che lo caratterizzano.

Chi l’ha detto che il cinema l’estate deve andare in vacanza? Che le sale cinematografiche devono chiudere e gli esercenti devono andare al mare? E tutto questo in una stagione che vive di turismo? E allora? Allora basta essere schiavi delle abitudini, dobbiamo avere il coraggio di ribaltare i luoghi comuni – commenta Loredana Capone, Assessore all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia-. Da questo coraggio nasce “D’Autore d’Estate”, un altro modo di intendere il cinema nel contesto di una Regione che ha fatto delle arti e del patrimonio culturale il punto di forza della sua proposta turistica. Di un turismo che si propone, non come consumo, ma come esperienza autentica del territorio e dei suoi valori, 365 giorni l’anno. In questa prospettiva, di una Regione aperta tutto l’anno, si colloca anche il lavoro della commissione che sta esaminando i cento progetti pervenuti con il bando sul cinema sociale lanciato insieme a Fondazione con il Sud. L’obiettivo è avere entro la prima settimana di agosto i progetti vincitori. In modo tale da avviare le produzioni, aprire i set entro settembre. Perché in Puglia il cinema non si vede soltanto tutto l’anno. In Puglia il cinema si fa tutto l’anno”.

Il direttore generale Antonio Parente, precisa che sono giorni molto importanti per la Fondazione Apulia Film Commission.Quasi quotidianamente arrivano in Puglia produzioni piccole e grandi, nazionali e internazionali, per location scouting o già pronte per girare i loro prodotti audiovisivi di ogni genere. La commissione del Social Film Fund, presieduta da una grande eccellenza pugliese del panorama cinematografico nazionale Gennaro Nunziante, è a lavoro sui tantissimi progetti pervenuti. La pubblicazione del Bando di “D’Autore D’Estate”, è un ulteriore tassello che si aggiunge a una strategia mirata a sostenere e rafforzare l’esercizio cinematografico. Un’attività che proprio d’estate registra un calo di spettatori molto rilevante, ma che dobbiamo stimolare a nuove e diverse sfide”.

Intanto, proseguono le attività di valutazione delle proposte pervenute di risposta al Bando del Social Film Fund Con il Sud. Vista la natura sperimentale dell’iniziativa, promossa da Fondazione Apulia Film Commission e Fondazione CON IL SUD, e la grande partecipazione di organizzazioni tra società di produzioni e Terzo settore (circa 350), gli esiti del Bando saranno pubblicati entro la prima settimana del mese di agosto 2018.

La Commissione del Social Film Fund Con il Sud, impegnata nella valutazione delle proposte pervenute, è composta dal regista e sceneggiatore Gennaro Nunziante (presidente), Luigi De Luca, Coordinatore Poli Biblio-Museale Regione Puglia, Fabrizio Minnella, responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne della Fondazione CON IL SUD, Dario Formisano, Produttore Cinematografico, ed Elisabetta Soglio, giornalista e scrittrice.

“Social Film Fund – Con il Sud” è finanziato da Apulia Film Commission a valere su risorse del Patto per la Puglia FSC 2014-2020 “turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali” ed è cofinanziato per il 50% dalla Fondazione CON IL SUD.

“Circuito di Sale Cinematografiche di Qualità D’autore 2018” è finanziato a valere su risorse del FSC 2014-2020 Patto per la Puglia, “Turismo, Cultura e Valorizzazione delle risorse naturali”, Area di intervento IV.

Il Bando di “D’Autore D’Estate 2018″ è su www.apuliafilmcommission.it/bandi-e-fornitori

 

12/06/2018

Terence Davies al Cineporto di Bari per “Registi fuori dagli sche[r]mi” | Martedì 12 giugno – h. 20:30

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Continua la settima edizione della rassegna di cinema internazionale “Registi fuori dagli sche[r]mi”, con la proiezione di uno dei film più attesi di questa stagione cinematografica: “A Quiet Passion” del maestro inglese Terence Davies.

Il film sarà proiettato in anteprima nazionale domani, martedì 12 giugno alle 20.30 al Cineporto di Bari (ingresso libero fino a esaurimento posti). Alla visione saranno presenti il regista Terence Davies insieme allo scrittore e traduttore Marco Rossari e al direttore artistico della rassegna e della rivista Uzak.it, Luigi Abiusi.

A Quiet Passion” è la sintesi perfetta di tutto il cinema di uno dei maggiori maestri del cinema contemporaneo, pluripremiato da Cannes a Berlino, passando per Toronto, autore di capolavori come “Voci lontane, sempre presenti” (1988) e “Il lungo giorno finisce” (1992). Si tratta di un’accurata, poetica, ricostruzione della vita della grande poetessa americana Emily Dickinson, tesa tra amore familiare e ribellione verso il patriarcato; religiosità e ribellione laica, desiderio amoroso e repressione autoimposta: il tutto in un affresco elegantissimo e sensibile di una donna e di una società; un cinema che scava oltre le apparenze.

“Registi fuori dagli scheRmi” è prodotto da Apulia Film Commission e finanziato da Regione Puglia e Unione Europea attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2007-2013 e del P.O.R. Puglia 2014-2020 – Asse VI Obiettivo Tematico 6.7, nell’ambito dell’intervento “Viva Cinema – Promuovere il Cinema e Valorizzare i Cineporti di Puglia”.7.

 

05/06/2018

Primo ciak in Puglia per il nuovo corto di Vito Palmieri “Il Mondiale in Piazza”

Cosa succede se, nell’anno funesto in cui la nazionale italiana non si qualifica ai Mondiali di calcio, in un piccolo paese della Puglia i cittadini decidono di organizzare comunque un campionato parallelo? E se tanto più a quel campionato si iscrivono due “Italie”, di cui una composta da immigrati stranieri che si sentono appieno italiani?

La sfida comincia da Bitonto (BA) martedì 5 giugno, con il primo ciak del film breve “Il Mondiale in Piazza”, il nuovo cortometraggio di finzione di Vito Palmieri, già vincitore del bando “MigrArti”, promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con un premio di 25mila euro, e sostenuto dall’Apulia Film Fund della Regione Puglia e Apulia Film Commission con un ulteriore contributo di 25mila euro.

Il 40enne regista pugliese Vito Palmieri ha alle spalle un percorso artistico in gran parte concentrato su cortometraggi e documentari, piccole grandi opere filmiche con temi di forte attualità, che gli hanno consentito di vincere premi e riconoscimenti internazionali tra cui la selezione al Festival Internazionale del Cinema di Berlino e la vittoria del Toronto International Film Festival Sezione Kids con “Matilde”. Il suo stile e linguaggio registico riconoscibile, delicato e mai banale, trova terreno fertile in una storia come “Il mondiale in piazza”, scritta insieme a Michele Santeramo.

Il protagonista della vicenda è Ahmed, un ragazzino nato in Italia da padre e madre senegalesi, che – nel bislacco torneo che si svolgerà nella piazza della Cattedrale di Bitonto, invece che in Russia – vuole giocare nella squadra dell’Italia. Ma l’organizzatore rifiuta: la squadra dell’Italia c’è già, se ne facesse una sua. Ahmed non si dà per vinto e torna in breve tempo dall’organizzatore con la propria squadra di amici, un crogiolo di ragazzi di etnie e provenienze geografiche diverse, con la stessa ostinata fermezza intende chiamarsi Italia, perché lo è a tutti gli effetti. Tra eliminazioni e passaggi del turno, giornalisti, spettatori e malumori, la finale è Italia contro Italia: quella di Mario contro quella di Ahmed. Ma prima ancora di scoprire chi vince, “Il Mondiale in Piazza” pone domande potenti sul senso di una comunità più viva e multiculturale che mai, già trasformata e integrata grazie alle seconde generazioni di italiani, che cercano solo conferma della propria legittimità.

 

Volevo raccontare quella sensazione di improvviso e innocente smarrimento – spiega il regista – che accomuna e accompagna tutti coloro che sono nati e vissuti in Italia, che hanno condiviso percorsi scolastici, abitudini e stili di vita a prescindere dal colore della pelle o dal nome che i genitori hanno dato loro. E ho scelto il calcio – che pur con tutti i suoi difetti, ha la capacità di unire e superare pregiudizi e barriere – e il Sud dell’Italia, dove storicamente, e non certo da oggi, convivono tante anime e tante diverse comunità”.

Nel pieno stile della casa di produzione bolognese “Articolture” – già nota per “Gli Asteroidi”, opera prima di Germano Maccioni presentata come unico film italiano in concorso al 70° Festival di Locarno e presto alla 75° Mostra del Cinema di Venezia con “ZEN sul ghiaccio sottile”, primo film di Margherita Ferri, sostenuto dal programma di Biennale College Cinema 2017/18 –, “Il Mondiale in Piazza” è il frutto di una collaborazione con la Cooperativa Sociale Arca di Noè di Bologna e Fanfara Film di Bitonto.

Il pre-requisito di partnership con attori del terzo settore, richiesto dal bando MigrArti, ha trovato immediato riscontro nell’approccio di Articolture che da sempre produce un cinema legato ai territori, alle comunità e a tematiche socio-culturali di rilievo. Insieme ad Arca di Noè – impegnata dal 2001 in percorsi di inclusione sociale, attraverso proposte socio-educative centrate sulla persona e finalizzate alla crescita collettiva –, sono stati organizzati i casting, che hanno individuato il protagonista in Malick Sissé – vent’anni, di origine senegalese, per la prima volta sullo schermo – e Mario, Giulio Beranek, oltre a costruire le “squadre” dell’Italia, Romania, Pakistan, Tunisia, Cina. Allo stesso tempo, l’Arca di Noè svilupperà un percorso distributivo dell’opera nei circuiti attivati dalla Cooperativa e dal Consorzio l’Arcolaio a cui appartiene, in parallelo a quello strettamente cinematografico a cura di Sayonara Film.

 

05/06/2018

“Mena” di Maria Cristina Fraddosio mercoledì 6 giugno al Cineporto di Bari

Locanadina Mena

Nella sua attività di giornalista, Maria Cristina Fraddosio ha sempre prediletto l’attività di inchiesta e di denuncia su alcuni temi scottanti del nostro Paese. Lo fa attraverso alcune delle più prestigiose testate giornalistiche italiane ma, come è accaduto in questo caso, anche attraverso la realizzazione del documentario “Mena”, che la stessa Fraddosio ha diretto sul tema del gasdotto Tap in Salento in collaborazione con Martina Martelloni e Mauro Petito.

La giornalista barese, che da anni vive e lavora a Roma, sarà presente alle due proiezioni del suo “Mena”, che si terranno mercoledì 6 al Cineporto di Bari (inizio alle 19, ingresso libero). Dopo la proiezione, è previsto un intervento della giornalista e regista Maria Cristina Fraddosio.

Un cortocircuito semantico nella narrativa mediatica – si legge nelle note di regia Maria Cristina Fraddosio -. Un territorio che da paradiso naturale in cima alle classifiche mondiali è passato a essere teatro di scontri per via di una mega-infrastruttura energetica. I cittadini divenuti agli occhi dell’opinione pubblica d’improvviso anarchici. Insurrezionalisti. Violenti. È davvero andata così? “Mena” è il frutto di un lavoro di inchiesta che rivela aspetti della realizzazione del gasdotto Tap poco noti. La scelta di produrlo in modo indipendente nasce dal desiderio di garantire la libertà di informazione su una tematica rilevante per la collettività”.

“Mena” è un documentario di denuncia. La voce di un contadino fa da controcanto alle proteste in corso a Melendugno, in Salento, punto di arrivo del gasdotto Tap proveniente dall’Azerbaigian. Testimonianze dirette degli attivisti si alternano a quelle istituzionali. L’affare da 45 miliardi di dollari, dichiarato strategico dall’Unione Europea, ha stravolto la vita di un piccolo comune di diecimila abitanti.

Mentre la magistratura indaga sull’ipotesi che sia stata aggirata una direttiva europea sulla sicurezza dell’impianto, che sorgerà a poche centinaia di metri dalle abitazioni, i lavori per realizzare l’opera continuano in gran fretta sotto la sorveglianza di centinaia di forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Scontri, violenza, percosse sono oramai consuetudini per quella che era una tranquilla località di vacanza a ridosso di una delle più belle spiagge d’Europa.

Il viaggio si sviluppa attraverso il racconto dell’uomo che ha ceduto il suo terreno agli attivisti per consentirgli di presidiare l’area limitrofa al cantiere. Un flusso di coscienza lo riporta all’infanzia quando le campagne erano presidiate dai militari nel Dopoguerra. Sicurezza, democrazia, ambiente vengono alla ribalta attraverso una denuncia che a tratti si fa poetica e letteraria, per mezzo della tradizione e della storia di una terra abitata da un popolo che Tommaso Fiore assimilò alle formiche e che ha per antenati i contadini che nel 1952 si opposero ai soprusi dello Stato attraverso una lunga e dolorosa resistenza, sublimata poi nei versi di Vittorio Bodini. Il vocabolo mena è un universo condensato di significati che deriva dal dialetto locale. L’urgenza di informare sulle violazioni in corso e lanciare un appello di solidarietà trova riscontro in una delle accezioni di questa parola.

 

NOTE BIOGRAFICHE DELLA REGISTA

Maria Cristina Fraddosio, giornalista e traduttrice. Nata a Bari nel 1986 e residente a Roma. Dal 2015 lavora per la sezione Mondo Solidale di La Repubblica. Ha scritto anche per “L’Espresso” e “Il Venerdì”. Attualmente collabora con Il Fatto Quotidiano. Nel 2017 ha vinto la prima edizione del premio giornalistico intitolato a Carlo Azeglio Ciampi “Schiena Dritta” con l’inchiesta “All’ombra del caporalato”. In merito alla realizzazione del gasdotto Tap, è autrice di svariate inchieste pubblicate su L’Espresso e su Il Fatto Quotidiano. Tra queste “Rischi estremamente rilevanti. Ma il governo ha nascosto la relazione e sbloccato il Tap”, uscita su Espresso.it il 5 settembre 2017, rimossa dalla redazione quattro ore dopo, tornata poi online in versione estremamente ridotta a distanza di un mese e premiata dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia con il premio “Giornalista di Puglia”, intitolato a Michele Campione, edizione 2018.

04/06/2018

È online il nuovo Apulia Film Fund di Regione Puglia e Apulia Film Commission con una dotazione di 10 milioni di euro

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È on-line sul sito della Regione Puglia e nella sezione dedicata del sito della Fondazione Apulia Film Commission, il nuovo Film Fund previsto per il triennio 2018-2020, a valere sul Programma operativo regionale Puglia 2014-2020. Per la prima volta il fondo regionale registra una dotazione di 10 milioni di euro, un impegno raddoppiato rispetto alla dotazione finanziaria precedente. Un robusto apporto di risorse economiche, quindi, verso un settore sempre più strategico per la Regione Puglia a sostegno dell’industria cinematografica e audiovisiva pugliese, capace ormai di attirare sempre più produzioni nazionali e, soprattutto, internazionali.

Investiamo nel cinema, e più in generale in cultura, perché crediamo sia uno strumento qualificante per lo sviluppo economico del nostro territorio – commenta il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano -. Del resto i numeri ci danno ragione. In Puglia arrivano produzioni cinematografiche da tutto il mondo e questo genera opportunità di crescita, lavoro e visibilità davvero importanti. L’aumento dei fondi per la realizzazione dei prodotti audiovisivi in Puglia va proprio in questa direzione”.

Il film fund è uno degli strumenti più importanti del sistema regionale degli aiuti alle imprese culturali – commenta l’assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone -. Il cinema rappresenta uno dei settori di maggior talento della Puglia, stimola l’economia turistica della regione portando la bellezza dei luoghi all’attenzione del mondo. Per questa ragione abbiamo voluto raddoppiare la dotazione finanziaria da 5 a 10 milioni di euro. Vogliamo che l’industria dell’audiovisivo trovi in Puglia le condizioni per radicarsi e svilupparsi. E perché ciò accada dobbiamo puntare a rafforzare le imprese locali e a chiudere la filiera investendo su formazione tecnica e postproduzione digitale”.

Particolarmente entusiasta il direttore di Apulia Film Commission, Antonio Parente, che commenta: “Apulia Film Fund è per qualità delle misure individuate nel perimetro delle regole dei fondi europei, quantità di risorse disponibili, 10 milioni, e per l’abbattimento dei tempi burocratici, una misura veramente senza precedenti nel nostro sistema di film financing”.

Nel nuovo Apulia Film Fund, che avrà una dotazione di 10 milioni di euro per il triennio 2018/2020, sono ammessi al fondo tutti i progetti di opere audiovisive di fiction, documentari, short, animazione e format, con una soglia minima di lavorazione in Puglia di 6 giornate (ad eccezione delle categorie format e short, pari a 2 giornate), che abbiano una copertura finanziaria di almeno il 60% del budget (ovvero 40% per la categoria doc e 20% per short).

Per tutte le tipologie è previsto un cash rebate pari al 75% delle spese in favore dei lavoratori iscritti alla Production Guide di Apulia Film Commission, anche durante la lavorazione fuori dalla Puglia.

Sarà rimborsata anche parte della spesa di fornitori con residenza fiscale in Puglia: nella misura del 70% nel caso di short, 50% doc e animazione, 30% per fiction e format. Premiate, infine, le coproduzioni internazionali con l’assegnazione di 5 punti, su un totale di 60 necessari per accedere ai finanziamenti. Il contributo massimo previsto è di 1 milione di euro per la categoria fiction, 250 mila per animazione, 100 mila per doc e format, 40 mila per short.

L’attività di ammissibilità è svolta dagli uffici della Regione Puglia – Sezione Economia della Cultura, mentre l’attività di valutazione delle domande è svolta a cadenza bimestrale da una Commissione Tecnica di Valutazione.

Info su www.apuliafilmcommission.it/fondi/apulia-film-fund

 

31/05/2018

Nell’ultima sessione dell’Apulia Film Fund 2017 finanziati 9 progetti filmici con un finanziamento di 651.304 € per un impatto sul territorio di oltre 1.676.464 €

La Regione Puglia, Assessorato alle Industrie Culturali e Turistiche e Apulia Film Commission, comunicano che sono stati resi pubblici gli esiti in graduatoria provvisoria della valutazione dei progetti ammessi, finanziati e non, pervenuti nel periodo tra il 28 dicembre 2017 e il 28 febbraio 2018, relativi alla sesta e ultima sessione dell’avviso pubblico Apulia Film Fund 2017 emanato dal dirigente della Sezione Economia della Cultura – Regione Puglia, titolare del POR Puglia 2014-2020 Asse prioritario III “Competitività delle piccole e medie imprese” Azione 3.4 “Interventi di sostegno alle imprese delle filiere culturali, turistiche, creative e dello spettacolo”.

Anche in questa ultima sessione, la Puglia è ben rappresentata dalla presenza di ben 5 registi e 2 produzioni pugliesi, ai quali si affiancano 261 lavoratori pugliesi su 389 lavoratori totali (non sono conteggiate le comparse), impiegate sui set 99 giorni di ripresa in Puglia su 125 giornate complessive di lavorazione.

Delle 17 domande pervenute sono stati scelti 9 progetti filmici, alcuni dei quali hanno da poco terminato le riprese, altri tuttora in lavorazione o in procinto di iniziare la lavorazione nelle prossime settimane. Si tratta di 3 lungometraggi, 5 cortometraggi e 1 documentario, con un finanziamento totale pari a 651.304 euro per un impatto preventivato sul territorio di 1.676.464 euro.

Le riprese delle 9 produzioni finanziate toccano buona parte del territorio regionale. Tre sono i lungometraggi: “Alibi.com” (Picomedia Srl) di Volfango De Biasi (222.693 euro); “Free” (Golden Hours Films Srl) del regista pugliese Fabrizio Maria Cortese (148.805,45 euro); “Stai sereno” (Gika Productions Srl) di Davide Dapporto (143.800 euro).

Cinque, invece, sono i cortometraggi finanziati: “Ali” (Tapelessfilm Srl) di Giuseppe Tufarulo (19.451,60 euro); “Ius Maris” (della pugliese Fluid Produzioni Srl) di Vincenzo D’Arpe (25mila euro); “Vena” (A bout de film Srl) di Giuseppe Gandini (24.852 euro); “Il mondiale in piazza” (Articolture Srl) del regista pugliese Vito Palmieri (25mila euro); “Amina” (Master Five Cinematografica Srl) della regista pugliese Maria Serena Tondo (22.149,50 euro).

Infine, finanziato il documentario “Milva” (della pugliese Cidiemme Srl) di Angelo Domenico Capogna (19.552,93 euro).

La commissione tecnica di valutazione, in base al bando, è costituita con formula mista: il dirigente della Sezione, in qualità di presidente, un componente interno alla struttura regionale e tre professionisti di alto profilo: Annamaria Gallone, regista, produttrice ed esperta della Commissione Europea, Luca Bandirali, docente di Cinema, Fotografia e Televisione presso l’Università del Salento, nonché autore e conduttore della trasmissione radiofonica “Hollywood Party” in onda su Radio 3 RAI, e Bruno Zambardino, docente di Economia e Organizzazione dello Spettacolo dell’Università La Sapienza
di Roma e consulente scientifico della DG Cinema del MiBACT presso gli organismi dell’Unione Europea.

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