Gli intellettuali

Gli intellettuali servono, come il pane. Si sente il bisogno forte che tornino a svolgere il ruolo di guida del paese, che tornino a indicarci la rotta, a svelare gli inganni, a darci prospettiva. E, in questi giorni di infatuazione finiana e "terzista", in un Paese che si aggroviglia intorno al decreto intercettazioni, ai "refusi" (ora si chiamano così i tentativi di assalto ai diritti acquisiti in anni di lotte durissime) sulla finanziaria, ad un signore che si cerca di salvare da condanna certa promuovendolo Ministro, ai litigi che manco l'ultimo governo Prodi così; arriva questo articoletto a firma Francesco Piccolo che stamattina ho ascoltato nella fondamentale rassegna stampa di Radio Radicale, apparso su L'Unità odierna. E, Piccolo, dice così:
"Meno male che Silvio c’è. Soprattutto per tutti quelli che, fino a quando Berlusconi è lì, possono mostrare con disinvoltura una forza e una visione utopica del mondo, che metteranno in atto appena Berlusconi uscirà di scena. Non adesso, dopo. Quando la nottata passerà. Possono snocciolare propositi, formule per salvare l’Italia, indignazione per tutto quello che succede. Berlusconi a capo del governo dà la possibilità a tutti di indicare in lui l’unico vero colpevole di questo paese, di proporsi come alternativa valida perché ognuno è migliore di Berlusconi (vedi Fini). Sia chiaro: Berlusconi fa di tutto per far trarre queste conclusioni a chiunque e per fare in modo che chiunque appaia come un’alternativa valida.
Però tutta la disinvoltura delle intenzioni, può esistere e resistere fino a quando Berlusconi rimarrà al potere. Dopo, bisognerà trovare soluzioni concrete e una politica degna della risalita. Quindi, temo che non bisogna augurarsi che Berlusconi cada presto, perché dal giorno dopo si scoprirà quello che è il resto dell’Italia politica. Si scoprirà, probabilmente, che non sarà un giorno di sole, ma soltanto che non c’è più il peggiore; si scoprirà che il peggiore era lì a mostrare con più chiarezza la verità: e cioè che l’Italia è così come si vede fin da ora, e che non c’è nessuna aria fresca appena si apriranno le porte e tutti gli altri non hanno uno straccio di idea da proporre in alternativa; e che se ce l’avessero avuta, un’idea, Berlusconi avrebbe perso prima, molto prima."
 
Fonte: L'Unità