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DOMANI, MERCOLEDI’ 4 MAGGIO ALLE 9.45 NELLA SALETTA DEL CINEPORTO DI BARI, SARA’ PROIETTATO SOLO PER LA STAMPA IL DOCUMENTARIO “LE DUE STORIE DI ADAMA’” DI ANNAMARIA GALLONE, REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI APULIA FILM COMMISSION. LA PROIEZIONE SARA’ ANTICIPATA DAGLI INTERVENTI DELLA REGISTA E DEL PRESIDENTE DI APULIA FILM COMMISSION OSCAR IARUSSI. SEGUIRA’, ALLE 11.30, LA CONFERENZA STAMPA APERTA AL PUBBLICO.
Domani, mercoledì 4 maggio alle 9.45 nella saletta del Cineporto di Bari, sarà proiettato il documentario “Le due storie di Adamà” di Annamaria Gallone, realizzato con il contributo di Apulia Film Commission. La visione riservata alla stampa, sarà anticipata dagli interventi della regista e del presidente di Apulia Film Commission Oscar Iarussi. Dopo la proiezione, alle 11.30, seguirà la conferenza stampa alla quale parteciperanno la regista Annamaria Gallone e il giovane protagonista Adamà.
NOTE DELLA REGISTA
“Raccontare la storia di Adama –ricorda Annamaria Gallone-, è stato per me necessario e urgente, poiché mi sembra la storia di un piccolo grande miracolo, di quelli che aprono uno spiraglio di speranza nello squallore incombente del mondo d’oggi. Dalla miniera d’oro in Burkina Faso dove lavorava insieme ad un esercito di piccoli schiavi come lui, al suo arrivo in Italia, in un paesino della Puglia, dove ha potuto esaudire il suo desiderio di studiare e ha trovato una nuova famiglia e tanti amici. Otto annidi riprese per raccontare la sua avventura e la sua felice integrazione. Dai baobab agli ulivi millenari: due paesaggi geografici e i paesaggi dell’anima di un bambino che ha saputo sfidare il destino”.
SINOSSI
Fino a otto anni fa, Adamà era un piccolo schiavo di una miniera d’oro del Burkina Faso, sfruttato dodici ore al giorno per un piatto di riso e fagioli, percosso col bastone se non teneva il ritmo. Ogni settimana frane e miasmi velenosi si portavano via qualcuno. Adamà aveva paura, ma il suo sogno era quello di trovare l’oro e poter tornare a scuola. E a scuola è tornato lo stesso: in Italia. Ora frequenta l’università a Brindisi. Parla perfettamente l’italiano e, con gli anziani del paese, un fantastico dialetto salentino. Tutto è cominciato con un film e una produttrice italiana arrivata nel suo Paese per girarlo nella miniera dove lui lavorava. La donna fu colpita dalla grande tristezza dei suoi occhi e dal suo francese impeccabile. E a volte i miracoli si avverano. Ora il bambino della miniera, diventato un bellissimo ragazzo, ha trovato due amici-genitori davvero speciali. E i suoi sogni stanno diventando realtà: “Voglio studiare comunicazione, lavorare come educatore interculturale e poi tornare al mio paese e aprire una scuola per tutti i bambini che vogliono studiare e non possono farlo, proprio com’era successo a me”.
Bari, martedì 3 maggio 2011
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