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56 – LA RIFFA

56 – LA RIFFA di Francesco Laudadio con Monica Bellucci, Massimo Ghini, Giulio Scarpati (Italia 1991) – col. – 92’

 

Una giovane e bellissima vedova, dovendo pagare i molti debiti insoluti del marito, promuove una riffa il cui premio è costituito da se stessa. Naturalmente si tratta di un gioco proibito dalla legge e questa circostanza procura qualche problema a tutti i partecipanti, che alla fine verranno abilmente raggirati dalla donna. Il film, primo interpretato dalla top model Monica Bellucci, è il terzo realizzato da un giovane regista molese (Grog, Fatto su misura, Il topo Galileo) che in questo film descrive con toni sarcastici la buona borghesia del capoluogo pugliese. Si tratta di una commedia di costume che si rifà al modello della commedia all’italiana dei decenni precedenti. Il film ritrae alcuni ambienti significativi, interni e esterni, di Bari, dove fu quasi interamente girato.


55 – TURNE’

55 – TURNE’ di Gabriele Salvatores con Diego Abatantuono, Laura Morante, Fabrizio Bentivoglio, Ugo Conti  (Italia 1990)  col. - 91’

 

Federico e Dario, due amici e attori impegnati in una tournée teatrale per la rappresentazione di Il giardino dei ciliegi di Cecov, diventano rivali in amore da quando Dario inizia una relazione con la donna di Federico. Nonostante questa situazione difficile, la loro amicizia non subisce svolte significative. Il film fu realizzato da Gabriele Salvatores, regista di formazione teatrale, poi passato al cinema con alcuni film di successo come Mediterraneo (Oscar per il miglior film straniero), Sud, Nirvana, Io non ho paura. Turné, che fa parte di una trilogia (con Mediterraneo e Marrakesh) di netto sapore generazionale si ispira al modello cinematografico del road movie. Girato a Polignano a Mare, Trani e in alcune località del Salento.

(v. att.) 


54 – LA STAZIONE

54 – LA STAZIONE di Sergio Rubini con Sergio Rubini, Margherita Buy, Ennio Fantastichini  (Italia1990) – col. – 91’

 

Nella stazione di una cittadina meridionale la routine del giovane capostazione Domenico, viene interrotta dall’arrivo di Flavia e Danilo, una coppia in crisi. Nell’attesa del treno, Flavia comincia a dialogare con Domenico apprezzandone la sincerità e il suo stile di vita, modesto ma autentico. Tratto dalla pièce teatrale omonima di Umberto Marino, La stazione è il primo film di Rubini, attore e regista originario di Grumo Appula, che in questo suo esordio nella regia dà inizio ad una ricognizione cinematografica del Meridione, che proseguirà nei film successivi da lui firmati (Tutto l’amore che c’è, L’anima gemella, La terra). Girato a Grumo Appula, Apricena e Foggia.

(v. att.)


53 – IL SOLE ANCHE DI NOTTE

53 – IL SOLE ANCHE DI NOTTE di Paolo e Vittorio Taviani con Julian Sands, Charlotte Gainsbourg, Nastassja Kinski, Massimo Bonetti, Patricia Millardet (Italia 1990) – col.- 113’

 

Il nobile Sergio Giuramondo, promesso sposo della duchessa Cristina, rompe il patto nuziale quando viene a conoscenza che la sua futura moglie è stata amante del Re. Si ritira come un eremita sui monti ma, tentato da una giovane donna, rientra nella società per ricominciare una nuova vita. Il film è tratto da un romanzo breve di Leone Tolstoj (Padre Sergio), che i fratelli Taviani ambientano nell’Italia meridionale durante gli anni a cavallo dell’Ottocento. Il sole anche di notte è un grande affresco storico su un periodo cruciale della nostra storia, realizzato sontuosamente. Le scene riguardanti il romitaggio di Sergio furono girate in alcune località della Murgia.

(v. att.)      


52- LA SPOSA DI SAN PAOLO

52- LA SPOSA DI SAN PAOLO di Gabriella Rosaleva con Francesca Prandi, Alexander Dubin, Lou Castel, Dario Parigini (Italia 1989) – col. – 95’

 

Sul finire del XVII secolo la giovane Anna, secondo le consuetudini dell’epoca, intraprende un viaggio verso Galatina per guarire con appositi esorcismi dalle conseguenze del morso di un ragno. Nel viaggio fa alcuni incontri, mentre nel contempo un inviato del Papa si reca verso lo stesso luogo per studiare lo strano fenomeno che colpisce molte donne del popolo. Interessante film sul tarantismo analizzato dall’autrice con l’occhio dell’antropologo, sulla scorta di precedenti studi sulla materia. La sposa di san Paolo fu realizzato grazie a contributi ministeriali e a quelli forniti da alcune istituzioni locali. Gabriella Rosaleva, cineasta indipendente, ha firmato come regista lavori per la televisione e per il cinema ha diretto Il processo a Caterina Ross e Prima del futuro. Girato a Manfredonia, Bari, Melendugno, Carovigno.

(v.att.)


51 – ODORE DI PIOGGIA

51 – ODORE DI PIOGGIA di Nico Cirasola con Totò Onnis, Agnete Vossgard, Frank Lino, Claudia Griefmayer  (Italia 1989) – col. – 94’

 

Totò è un bel giovane di un paese del Sud ed è soprannominato Acchiappamosche. Sognatore e romantico, vaga per le strade di campagna su una vecchia Guzzi 500, declamando le sue poesie e cantando canzoni, sempre a caccia di avventure. Lungometraggio di esordio di un cineasta pugliese indipendente, che ripeterà in seguito la stessa esperienza con altri tre film di analoga impostazione. Girato a Gravina, terra natale di Cirasola, nonché in altre località della Murgia, si avvale di uno spiritoso “cameo” di Renzo Arbore nel ruolo di un barbiere che rade i clienti a tempo di musica.

(v. att.)  


50 – IL GIOVANE TOSCANINI

50 – IL GIOVANE TOSCANINI di Franco Zeffirelli con Elizabeth Taylor, Thomas Howell, Sophie Ward, Franco Nero, Philippe Noiret (Italia-USA 1988) – col. – 109’

 

Il film narra le vicende di Arturo Toscanini che, dopo essere stato rifiutato alla Scala come violoncellista a causa del suo temperamento irruente, viene ingaggiato da un impresario per una tournée in Argentina. Giunto a Rio incontra la favorita dell’imperatore Pedro II, impegnata nella lotta per l’emancipazione degli schiavi. Alla sua causa aderirà anche il giovane Toscanini. Grossa produzione spettacolare di impostazione hollywoodiana con cui Franco Zeffirelli – regista con una lunga esperienza nel teatro musicale e nel cinema, per il quale ha realizzato, fra i tanti film, Fratello Sole, Sorella Luna e La bisbetica domata – rievoca alcuni episodi della vita del giovane, futuro direttore d’orchestra, intrecciandoli a vicende storiche e politiche nelle quali fu spesso coinvolto nel corso della sua vita. Le scene ambientate nel teatro argentino furono girate nel Teatro Petruzzelli di Bari.

(v. att.)  


49 – LA POSTA IN GIOCO

49 – LA POSTA IN GIOCO di Sergio Nasca con Lina Sastri, Turi Ferro, Flavio Bucci, Vittorio Caprioli (Italia 1988, col. 118’)

 

L’ambientazione a Nardò è quella giusta per poter rivisitare un fatto di sangue veramente accaduto nella cittadina salentina. Sorta di istant movie, il film si avvale dell’accorta recitazione dei principali interpreti che mettono in scena lo sfondo della vicenda. Che è una storia di corruzione e di manovre politiche, narrate con convinta partecipazione, che portarono all’uccisione della giovane assessore del partito repubblicano del posto. Responsabile del delitto è un compagno di partito, interessato ad ottenere una selvaggia modifica del piano regolatore per avviare alcune speculazioni edilizie. Ma i mandanti rimarranno impuniti.

(a.m.)


48 – LE VIE DEL SIGNORE SONO FINITE

48 – LE VIE DEL SIGNORE SONO FINITE di Massimo Troisi con M. Troisi, Marco Messeri, Jo Campa (Italia 1987, col. 117’)

 

Lucera fa da sfondo a questa quarta opera del regista di San Giorgio Cremano (1953 – Roma 1994) che racconta di un barbiere meridionale colpito da intermittente paralisi di origine psicosomatica: una malattia strana, forse una messinscena per avere affetto che, comunque, riceve dal fratello, debordante di attenzioni, e da una francesina che, alla fine, l’aiuta scappare verso la libertà parigina. Le belle piazze e gli storici edifici della cittadina federiciana (senza mai meritare una citazione) sono utilizzate da Troisi per incorniciare il contesto socioeconomico dell’Italietta dei primi anni del regime fascista.

(a. m.)


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