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Adro

20 09 10 @ 09:59  silvio.maselli

La Ministro Gelmini ha finalmente usato parole chiare contro l’uso partitico della cosa pubblica.
Trovo scandalose, davvero scandalose, le parole usate dal sindaco di Adro che, rispondendo alla Ministro, ha detto che eliminerà i simboli della Lega Nord dalla scuola pubblica solo se glielo chiederà Bossi.

Mi indigno. Mi schifo. Mi arrabbio.
Temo di essere tra i pochi però…


Il Corriere

17 09 10 @ 11:46  silvio.maselli

Leggere il Corriere del mezzogiorno di oggi, ti fa scaldare il cuore. E’ come un balsamo delizioso. Sono soddisfazioni.


Sarkozy

15 09 10 @ 03:30  silvio.maselli

La sindrome del capo delirante deve aver colpito anche Sarkozy.
Più calano nei sondaggi i leaderini europei, più s’incattiviscono.
Le dichiarazioni rivolte quest’oggi alla Commissaria europea Reading (che noi del cinema conosciamo bene avendo - ben - diretto il programma media nella passata commissione ue) sono espressione di un potere volgare e tracotante che non sa che pesci prendere. O meglio, più semplicemente, se la prende con i più deboli della società: nomadi, rom, migranti.

Quest’estate al bel Festival del cinema documentario - Festa del cinema del reale di Specchia (Le) ho visto un documentario di una giovanissima rom sulla propria famiglia. Ho capito di quanti luoghi comuni viviamo. E mi sono sentito una cacchetta occidentale, nata nella parte ricca del globo e sfacciatamente fortunata. Se la metà di coloro i quali si professano credenti (di qualunque religione) fossereo coerenti con il proprio credo, ah, che mondo bellissimo sarebbe questo…

Fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2010/09/15/news/francia_rom-7091183/?ref=HREA-1


Mi vergogno.

15 09 10 @ 03:36  silvio.maselli

Io mi vergogno di abitare in un Paese al cui interno c’è un comune, Adro, dove possono accadere cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare.


Il gruppo della responsabilità

14 09 10 @ 08:17  silvio.maselli

Osservo i movimenti parlamentari, faccio due conti, vedo le biografie e le provenienze.
E non riesco a non pensare che i politici che si muovono come mafiosi, cioè basandosi sul ricatto, sull’innalzamento del proprio prezzo, sullo spregio per l’altezza del ruolo che assurdamente occupano grazie a questa orribile legge elettorale, hanno in mano il mio destino e quello di tutti gli italiani.
E penso che questo Paese non si salverà. Povero Aldo Moro.


Si, lo ammetto.

10 09 10 @ 03:55  silvio.maselli

Non amo la tolleranza, lo ammetto. Trovo che “tollerare” qualcuno o qualcosa significhi sopportare, non comprendere, ma sopportare.
Credo invece nella forza della reciproca comprensione. Nello sforzo culturale di capire sempre cosa si cela dietro i comportamenti altrui, anche quando, ad esempio, un burocrate si trincera dietro norme mai sentite o regolamenti incomprensibili e ti impedisce di raggiungere un obiettivo condiviso e pubblico.

Credo in tutto questo. Ma se mai trovassi per strada il reverendo Terry Jones, non avrei dubbi: gli sputerei in un occhio.


Di ritorno

09 09 10 @ 11:22  silvio.maselli

Di ritorno da Venezia.
Il cratere mette addosso un chiaro sentore di smobilitazione: i tagli lineari a tutte le attività pubbliche ammazzano lentamente anche il festival di Venezia dove, peraltro, scavando han trovato l’amianto, purtroppo.
Manca la sala Perla 2 e, come sempre, manca del tutto il mercato, insidiato sempre più da presso dall’ottimo festival di Toronto.
Epperò il pubblico partecipa, numeroso, come sempre, perché l’amore per il cinema non si lascia piegare dalle difficoltà.
Muller e il suo comitato di selezione hanno composto un festival strano, i film belli ci sono, ma li devi scovare nelle sezioni collaterali, ma si fa fatica.

Ottima e ben riuscita la nostra iniziativa del 4, peccato non aver potuto fare entrare tutti quelli che volevamo. Un altro dei problemi veneziani è proprio questa penuria di spazi. O fai la mega festa rumorosa e inutile oppure scegli la Villa degli Autori, lasciando fuori i tanti e le tante che ti seguono.

Buona la accoglienza per i film “made in Puglia”. Segno di vivacità. Continuiamo così.


Certi giorni

30 08 10 @ 02:48  silvio.maselli

Certi giorni mi verrebbe da dire, à la Jean Moreau che “da quando ho capito che la maggioranza ha sempre torto, mi piace stare con la minoranza”…

 


Ecco spiegato il mistero buffo della regione Salento.

29 08 10 @ 02:56  silvio.maselli

E così, tra il lusco e il brusco, un articoletto apparso oggi sul giornale locale “Il paese nuovo”, appaiono finalmente chiari i veri motivi che agitano certa classe dirigente del sud pugliese.
Altro che equilibrio delle risorse o diritto alla autodeterminazione storicamente data della terra d’Otranto!
C’entra, come sempre, la politichetta da quattro soldi e lo sguardo miope di qualche arraffone di campagnette localistiche.
Proprio mentre, ancora una volta, il Salento si presenta al mondo con la forza della sua cultura meticcia grazie alla Notte della Taranta (fulgido esempio di successo salentino, inventato da un grande sindaco e un grande direttore artistico e produttore musicale barese…).

Fonte:

“Lecce (Salento) - Dopo lo scontro sulla notte della Taranta tra Vendola e Gabellone. Il presidente della Provincia, Gabellone, diventa motore del progetto di secessione e soprattutto referente politico del ministro delle Regioni. Il ministro mira a indebolire ancora la Poli.
(Franco Antonacci) - Il confronto-scontro, peraltro molto civile, tra il presidente della Regione, Nichi Vendola, e il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, in occasione della conferenza stampa per il concertone finale de La Notte della Taranta a Melpignano, sull’iniziativa del Comitato promotore del referendum sulla Regione Salento, ha evidenziato due fatti: che il presidente della Provincia di Lecce, Gabellone, è diventato in generale l’interprete più autorevole, molto più del sindaco di Lecce Paolo Perrone, della linea politica del ministro delle Regioni, Raffaele Fitto, nel Salento. Più in particolare si appresta a diventare il motore principale per portare avanti il progetto Regione Salento.
Un progetto al quale inizialmente lo stesso ministro, non sappiamo se volutamente o meno, aveva dato poca importanza ma che nel giro di poche settimane ha visto un totale capovolgimento di linea. A parte l’adesione dello stesso Gabellone, va segnalata quella del Consiglio comunale di Miggiano il cui sindaco, Giovanni Damiani, è uomo fidato del ministro e del suo braccio destro alla Regione Rocco Palese. Teoricamente, dunque, la promozione di Regione Salento dovrebbe essere perseguita con l’adesione di un certo numero di consigli comunali e provinciali. Nelle prossime settimane ci aspettiamo, ad esempio, che lo stesso Gabellone lo metta all’ordine del giorno del Consiglio. Non sappiamo se lo stesso farà Perrone che nei giorni scorsi si era mostrato alquanto scettico.
Ma se Fitto ha cominciato a interessarsi al progetto, evidentemente pensa di poterne ricavare qualche vantaggio. Anche a breve e non solo a lunga scadenza. Tra le prossime scadenze la più importante, politicamente parlando, è senz’altro il rinnovo del Consiglio comunale di Lecce nel 2012. Sempre che il sindaco non cada prima. Lo stesso ministro e più in generale il centrodestra lo danno in netta difficoltà. Soprattutto la fuoriuscita della sen. Poli Bortone e del suo movimento IoSud, dalla maggioranza lo hanno fortemente indebolito come sia le elezioni provinciali dell’anno scorso che le regionali di quest’anno hanno testimoniato. Certo, le comunali sono un’altra cosa e, va detto, Perrone ha messo in campo tutto l’armamentario a disposizione per raccogliere consensi anche nelle roccaforti polibortiane. Ma basterà, ci si chiede dalle parti dell’entourage del ministro?
Poiché il problema è sempre cercare di ridimensionare la popolarità della ex-sindaca di ferro il movimento Regione Salento può diventare in prospettiva l’arma ideologica con cui convogliare sul candidato sindaco del centrodestra quei consensi, per così dire, in libera uscita. Ci può essere una Regione Salento senza Lecce come città capoluogo? Poiché i sindaci di Brindisi e Taranto sono piuttosto freddini perché non prende Lecce, la capitale del barocco, questa bandiera dell’identità salentina e ne faccia soprattutto un discrimine anche politico visto che il centrosinistra, come Vendola ha detto chiaramente, è oggettivamente contrario? Il centrodestra, cioé, deve trovare una bandiera per scaldare i cuori del suo popolo altrimenti la battaglia per vincere a Lecce è persa in partenza. Perrone, è chiaro, è in pole per una ricandidatura alla guida della città ma se non dà un’anima anche popolare alla sua giunta, se questa resta confinata dietro la gestione ragionieristica che pure è importante, rischia di uscirne sconfitto. E non è detto che il ministro Fitto sia del tutto rassegnato a questa ipotesi.”

http://www.ilpaesenuovo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=7347:regione-salento-e-la-battaglia-di-fitto-per-lecce&catid=69:politica&Itemid=120


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