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Non so spendere molte parole. La sensazione che ho è che Bari, la Puglia sono in Europa.
Alcune cose non hanno funzionato e le miglioreremo: la fiction, l’attenzione dei media nazionali.
Ma tutto quel che andava fatto in modo professionale, noi l’abbiam fatto.
Non conosco la signora Falsea, giornalista de La Repubblica, ma la sua piccola inchiesta dice tutto quel che occorre per farci trovare le conferme necessarie e indicare la strada del futuro.
Di Giulia Falsea
“Bari città di cinema. Il giorno dopo la conclusione dei lavori del Bif&st, quello che rimane è una città che ha vinto la sua sfida. Alberghi stracolmi, ristoratori entusiasti e la speranza che questa primavera culturale in inverno diventi un´abitudine. Gli hotel del centro, Boston e Palace, assicurano che il 50-60 per cento dei loro ospiti erano qui per il festival. Molti stranieri, e moltissimi cinefili che hanno vissuto otto giorni e mezzo alla mercé della settima arte.
In un periodo in cui solitamente la Puglia non è meta turistica abituale, la città brulicava di turisti curiosi che si muovevano da una sala all´altra assistendo a conferenze e apprezzando il cinema d´autore. Chi il cinema lo fa, invece, ha ripagato l´ospitalità, tutta meridionale, apprezzando la cucina pugliese e ammirando una città che, forse, pensava peggiore. Pochi capricci da vip, raccontano gli albergatori. Zeudi Araya ha chiesto una stanza più grande, per far posto ai suoi abiti. Qualcuno della giuria non ha fatto un passo senza il suo meraviglioso gatto, un principesco randagio. Si vocifera che ieri Fanny Ardant, ancora provata dal malore della sera prima sul palco del Petruzzelli, abbia ricevuto un mazzo di fiori in hotel e che si sia particolarmente commossa.
Divi umani, troppo umani, si potrebbe dire, in questo festival di Bari. In un improvvisato premio nel premio, il podio è presto detto. Albergatori e ristoratori non hanno dubbi: Luigi Lo Cascio è il più umile, il più ‘normale´: “Persona cordiale e di grande cultura”, dicono. Il più affascinante “è Giuseppe Tornatore”. Gli occhi più belli del festival sono “quelli enormi e cerulei di Margherita Bui”. Ma, nemo profeta in patria, Riccardo Scamarcio, arrivato ieri sera con la sua dolce metà, l´attrice Valeria Golino, raccoglie pareri dissonanti: “È sicuramente il più bello ma non ha un carattere facile”.
Sebbene molti ospiti, famosi e non, fossero stranieri, la cucina pugliese è stata la più richiesta. “Tutti hanno voluto assaggiare i nostri piatti tipici e il nostro olio” commenta entusiasta il proprietario del ristorante “Giampaolo” nel centro di Bari: “È stata un´esperienza fantastica. Eventi così dovrebbero esserci ogni mese”.
La macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione: puntuali le automobili del festival per trasportare i vip, nessuna lamentela, nessun disguido. Al di là di attori e registi, il festival ha creato fermento anche tra la gente comune. La taverna del Maltese, locale nei pressi della stazione di Bari, ha organizzato serate musicali a tema Bif&st proponendo, come sottofondo, una scelta di colonne sonore dei film in concorso.
I giovani pugliesi sono diventati, anch´essi, prepotentemente protagonisti di questo festival. Hanno visto film girati quando ancora non erano nati, amandoli per la prima volta. Un festival partecipato e vissuto. E se è rimasto ancora un premio, la vera vincitrice è proprio questa neonata città del cinema.”
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