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‘E alla fine si arrivò anche a questo, mio caro figliuolo.
Il Presidente del Consiglio che aveva giurato sulla Costituzione, propose di cambiare la forma di Stato.
Ma finalmente gli italiani, popolo fiero e caparbio, decisero di farla finita con l’osceno e triste loro vecchio padrone, cacciandolo via a pedate, liberando l’Italia da una classe dirigente che fondeva classi imprenditoriali miopi del nord e ceto politico amministrativo del sud, un po’ come settant’anni prima era accaduto con la nascita del fascismo, che aveva unito i latifondisti del sud con gli industriali del nord per fermare l’avanzata della classe lavoratrice operaia e contadina, riunita sotto le insegne dei partiti socialista e comunista.
E nel 2012 l’Italia, con libere elezioni nelle quali venne eletta una giovane classe dirigente nuova e appassionata, onesta e preparata, si dette finalmente il compito di uscire dalla emergenza perenne, di sconfiggere l’ignoranza leghista sessista ed egoista, di chiudere la stagione della legge piegata a interessi di parte, di governare la complessità del mondo nuovo con strumenti innovativi come il web, di abbattere la burocrazia, di strappare alle mafie il controllo del territorio e della finanza, di liberare le energie di una generazione massacrata dalla precarietà, di creare nuove occasioni di crescita economica rispettosa dell’ambiente.
E così oggi, mio caro figliuolo, ti consegno un Paese all’altezza dei tuoi bisogni, a misura dei tuoi doveri.’
Potrò mai scrivere questo a mio figlio?
Fonte scatenante:
http://www.corriere.it/politica/11_aprile_08/berlusconi-attacco-costituzione_99a080d4-61dc-11e0-870c-93568f8e57cb.shtml
“Non è la specie più forte, né la più intelligente che sopravvive, ma quella più capace di adattarsi ai cambiamenti”
(C. Darwin)
Stamane mi sono svegliato con questa domanda nel cervello:
i parlamentari italiani sono migliori o peggiori del popolo che rappresentano?
Fonti:
http://tv.repubblica.it/copertina/il-the-best-of-di-la-russa-insulti-e-liti-con-tutti/65276?video=&ref=HREA-1
http://tv.repubblica.it/copertina/montecitorio-insultata-la-deputata-disabile/65295?video
“E’ mia intenzione avviare uno scambio di buone pratiche e integrare la potenzialità del Cineturismo tra le 21 azioni previste dal nostro piano di implementazione della nuova politica europea del turismo”. Così Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l’Industria e l’Imprenditoria, è intervenuto a Roma in occasione di ‘Il cinema è cultura’, convegno nazionale organizzato dal Pdl. Dichiarazione che si configura come netto riferimento alla progettualità e ai risultati che, sin dal 2003, hanno caratterizzato il lavoro dell’Ischia Film Festival e dalla Borsa Internazionale delle Location e del Cineturismo. Nel suo intervento, l’europarlamentare ha esposto un’attenta analisi delle potenzialità economiche di sviluppo tra il cinema ed il turismo, rivolgendo un occhio di riguardo anche all’ottimo lavoro che sta svolgendo l’Apulia Film Commission per attrarre sul proprio territorio le produzioni audiovisive. Dati che, ha dichiarato Michelangelo Messina, ideatore e direttore della Borsa del Cineturismo e dell’Ischia Film Festival, “emergono ormai da anni da diverse ricerche protagoniste dei nostri convegni sul Cineturismo. Tra queste, basta ricordare la ricerca dell’APE (Associazione Produttori Esecutivi) e i numerosi case history nazionali e internazionali analizzati negli anni. Al di là dei dati, la soddisfazione maggiore per me, nonchè per i tanti partner di questa iniziativa, è stata sicuramente la dichiarazione di Tajani a conclusione del suo intervento”
Fonte: Spe Adnkronos 30.3.11 13.04
E così, tutto sembra essere rientrato nell’alveo della italica mediocritas perennis.
Il settore riottiene gli stessi fondi dello scorso anno sul Fus, gli incentivi fiscali vengono rifinanziati per tre anni e la copertura si sposta su altre voci di entrata, il nostro nuovo Ministro al posto di Bondi è Galan.
A “pagare” il cinema italiano non saranno più i cittadini che vanno a cinema, ma gli italiani che vanno in macchina.
E a me viene da chiedere: era proprio necessario tutto questo assetare, per far “incassare” così poco?
E allora mi viene il dubbio che di strategia si trattava: assetare, disperare, frustrare e poi incassare politicamente.
Ma si può fare questa vita dico io?!
Voglio andare a vivere in Germania. Ahh ah. (cit. Toto Cutugno)
“Dietrofont del Governo per quanto riguarda i tagli alla cultura. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato un decreto per il reintegro dei fondi destinati alla cultura. È stato inoltre abolito il prelievo di un euro sul prezzo del biglietto del cinema. I fondi proverranno dall’aumento di 1-2 centesimi delle accise sulla benzina. Inoltre il tax credit è stato reso “stabile e permanente”, come ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, mentre il Fondo Unico per lo Spettacolo è stato riportato ai livelli dello scorso anno, 428 milioni di euro. Si tratta di 149 milioni di risorse integrate con altri 26 milioni del Mibac “che non rientravano nel congelamento”. Tra gli altri fondi destinati alla Cultura, anche 7 milioni di euro agli istituti culturali.”
“Giancarlo Galan è il nuovo Ministro per i Beni e le attività culturali. La nomina è avvenuta dopo che le dimissioni rassegnate da Sandro Bondi sono state ufficialmente accettate dal Presidente della Repubblica. Galan lascia così la poltrona di Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ruolo per cui è stato nominato, su proposta del Presidente del Consiglio, Francesco Saverio Romano.”
“In seguito alla conversione in legge del decreto-legge 225 del 2010, il cosiddetto “Milleproroghe”, gli incentivi fiscali per il cinema sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2013; la proroga coinvolge, quindi, anche il tax credit per l’innovazione digitale dei cinema: “Conseguentemente – si legge nella comunicazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione generale cinema – è prolungata a tale ultima data l’indicazione di ammissibilità delle richieste di agevolazione, riferita alla data del 30 giugno 2011, contenuta nella nota n.1114 del 19 gennaio”. La Direzione generale specifica anche: “Come si ricorderà, sull’agevolazione in oggetto la Commissione europea ha “sospeso”, a suo tempo, la procedura di autorizzazione cosicché si è potuto successivamente adottare il decreto attuativo soltanto nella soglia de minimis di aiuti, sotto la quale non vi è necessità di autorizzazione comunitaria. Al riguardo si stabilisce anzitutto che, per le richieste di beneficio effettuate a partire dall’1.1.2011, tale soglia è pari a 200mila euro, non agendo più quella di 500mila euro valevole unicamente per le richieste effettuate entro il 31 dicembre 2010″.”
Fonte: e-duesse.it
Gli incentivi fiscali alla produzione cinematografica sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2013. Lo sancisce la legge 26 febbraio 2011, n°10, che ha convertito in legge il decreto cosiddetto Milleproroghe. Come si legge in una nota del direttore generale cinema Nicola Borrelli, “nel testo convertito, in vigore dal 27 febbraio, la proroga degli incentivi fiscali viene estesa al 31 dicembre 2013. Conseguentemente sono prolungate a tale ultima data tutte le indicazioni, riferite alla data del 30 giugno 2011″. Nella nota si fa presente che le modalità e le procedure di concessione ed erogazione di tutte le agevolazioni fiscali rimangono regolate dai decreti di attuazione 7/05/2009 e 21/01/2010.
California’s film tax breaks haven’t put the brakes on runaway production, but they’ve slowed the race to out-of-state filming locations.
That was the message California Film Commission Executive Director Amy Lemisch and others delivered Friday at an Assembly hearing held to evaluate the effectiveness of the state’s film tax credit program, which took effect in July 2009.
The program, which offers a 20% to 25% tax credit on film and TV productions, has so far allocated $300 million in tax credits to 113 film and TV projects, generating 41,000 jobs and $2.2 billion in spending, including $728 million paid in wages to below-the-line film crews, according to the California Film Commission, which administers the tax credit program.
Lemisch was joined by various union leaders, business owners and film producers who praised the film incentive, which is funded through fiscal 2014. Supporters have been eager to demonstrate that the program is working, even though there doesn’t appear to be a move afoot by California politicians to scrap it.
“This expenditure of limited tax dollars has brought back billions to the California economy and the public needs to know it,” said Assembly member Anthony Portantino (D-La Canada-Flintridge), who held the hearing at Pasadena City Hall and has co-authored a bill to extend the film tax credits.
More on this in Tuesday’s On Location feature.
– Richard Verrie
Fonte: http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2011/03/on-location-state-film-program-so-far-generated-22-billion-in-spending.html
“Nelle pieghe della legge di stabilità per il 2011 si annida un’amara sorpresa che lascia sgomenti e interdetti: per effetto di alcuni commi che rinviano a provvedimenti del Ministero dell’Economia riguardo eventuali scostamenti dagli introiti preventivati dalla vendita delle frequenze radioelettriche, sono stati congelati ulteriori 27 milioni di euro del FUS, già ridotto quest’anno a poco meno di 260 milioni di euro”. Continua la nota ministeriale: “Queste risorse, comunque, non potranno essere utilizzate sino a fine anno, anche qualora la vendita delle frequenze avesse buon esito, e che quindi di fatto non potranno essere utilmente ripartite fra le diverse voci del FUS. Si tratta di un altro colpo alle risorse destinate alla cultura, che è difficile da spiegare e ancor più da accettare”.
Fonte: comunicato stampa del Mibac
E a questa bella mazzata si aggiunge:
Sono stati pubblicati oggi sulla ‘Gazzetta Ufficiale’ tre decreti del ministero dei Beni Culturali che riguardano il cinema. I decreti sospendono dall’1 gennaio 2011 l’erogazione dei premi di qualità ai lungometraggi di nazionalità italiana; l’erogazione dei contributi percentuali sugli incassi realizzati in sala dalle opere cinematografiche e l’erogazione dei contributi a favore della promozione cinematografica. “Tutti decreti - ha sottolineato Nicola Borrelli, direttore generale per il cinema del Mibac - che sono stati pensati indipendentemente dalla questione del Fondo Unico per lo Spettacolo anche se, ovviamente, il nuovo scenario li ha resi ancora più necessari”. I motivi per i quali sono stati approvati, ha aggiunto Borrelli, sono diversi: “In alcuni casi per la mancanza di risorse, in altri casi semplicemente per cambiare i meccanismi di erogazione dei contributi che non erano più adeguati. Insomma una mera revisione fisiologica”.
E pure questa:
Luciano Sovena, amministratore delegato di Cinecittà Luce, ha aperto un tavolo di crisi presso il Ministero dello Sviluppo Economico per sollevare la difficile situazione che sta vivendo la società pubblica; ha dichiarato Sovena a e-duesse: “Ho voluto aprire questo tavolo coinvolgendo anche il Ministero del Lavoro per far presente la difficile situazione in cui stiamo operando. In base allo spacchettamento che si sta definendo del Fus, a Cinecittà spetterebbero 7,5 milioni di euro rispetto ai 18 milioni dell’anno scorso. In una situazione come questa, non solo le nostre attività non potrebbero essere portate avanti ma c’è il rischio di non riuscire neanche a pagare gli stipendi. Io voglio portare all’attenzione del ministro dei Beni Culturali che verrà, che il primo problema da porsi è quello di Cinecittà e confermo che siamo a rischio di chiusura se non si andrà oltre i 7,5 milioni di euro. Ho fatto aprire questo tavolo di crisi perché la condizione di precarietà in cui lavoriamo perdura da tempo e ora rischia di diventare drammatica; non vorrei essere costretto a lasciare a casa delle persone”. Conclude Sovena: “Il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro sta procedendo alla suddivisione del Fondo Unico dello Spettacolo ma sarà il nuovo ministro a dare una risposta definitiva. O si trova una soluzione tecnica attraverso il tavolo di crisi, magari destinando al ministero dei Beni Culturali molti dei nostri dipendenti senza licenziarli, oppure la soluzione deve essere politica dandoci più fondi”.
Fonte: e-duesse.it
Avete capito?
Ecco cosa sta succedendo: le associazioni di categoria dell’industria dell’audiovisivo e dello spettacolo regionali, visti i devastanti tagli tremontiani alla cultura, scrivono al Presidente Vendola per chiedergli di sostenere ancora di più il loro settore economico.
Sicché io capisco che le genti padane il federalismo lo stanno facendo così: ben prima che passino tutti i decreti, ammazzano ogni settore vivo e creativo della nostra industria nazionale più brillante, e scaricano i costi sulle regioni e le autonomie locali. E che se la vedessero loro a risolvere i conflitti sociali (leggi ammortizzatori sociali realizzati con il Fondo sociale europeo) o le relazioni industriali (sostegno alle imprese).
E noi, poveri film commissioner, in mezzo alle mazzate dei disperati.
Ma tutta questa strategia dove altro ci vuol portare se non in braccio a morfeo o, peggio, all’isola degli in/famosi?
Fonte: Comunicato stampa Agis Puglia e Basilicata
Agis Puglia e Basilicata
Lettera a Nichi Vendola per fronteggiare l’emergenza cultura e spettacolo
L’Agis Puglia e Basilicata scrive al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e chiede un incontro urgente per cercare insieme possibili soluzioni al rischio di tracollo per molte realtà di spettacolo della regione.
A seguito dell’ incontro tenutosi lo scorso 28 febbraio con l’assessore alla cultura e al turismo Silvia Godelli, nel corso del quale l’assessore ha garantito di poter confermare almeno per il 2011 i contributi consueti ai soggetti FUS (ovvero ai soggetti riconosciuti dal MIBAC e che usufruiscono del Fondo Unico), ma di non poter in alcun modo tamponare il drammatico taglio del medesimo FUS, l’Associazione ritiene fondamentale un intervento dello stesso governatore Vendola.
Nel ringraziare e riconoscere i meriti all’assessore Godelli, il presidente dell’Agis Giancarlo Castellano scrive: “i soggetti FUS dello Spettacolo della Puglia si permettono, tramite l’AGIS, di sottoporre alla sua attenzione la drammatica situazione che si è venuta a creare in seguito al taglio del 40% del Fondo Unico dello Spettacolo, determinato dal competente Ministero per il corrente anno 2011. E’ da tener presente che per la corrente stagione la programmazione è stata divulgata, i contratti sono stai stipulati e molte iniziative si vanno realizzando. Il buco che verrebbe a crearsi è stato valutato in non meno di 1 milione e 800 mila euro, che determinerebbe la chiusura di molte attività con ripercussioni negative sull’immagine culturale e turistica della nostra Regione e conseguente licenziamento dei lavoratori del settore. Inoltre, come sa dal 2010 è stato previsto l’ingresso nel FUS della Fondazione Petruzzelli, fino ad ora sostenuta dal MIBAC attraverso i fondi del lotto, e che quindi partirebbe ancor più svantaggiata rispetto alle altre Fondazioni Liriche, cosa assolutamente da evitare.
A questa situazione specifica dello spettacolo dal vivo si somma la condizione difficile delle sale cinematografiche, a Lei più volte rappresentata dall’ANEC in seno alla scrivente Associazione. Mi riferisco in particolare alle sale tradizionali – oltre un centinaio tra sale tradizionali e sale d’essai su un totale di 240 schermi pugliesi- che per impegno specifico con il MIBAC dedicano anche nella provincia più remota della Puglia buona parte della loro programmazione alla cinematografia di qualità e che per tale impegno ricevono, sempre tramite il FUS, una contribuzione ormai ridotta all’osso.
Per quanto riguarda le sale cinematografiche insistiamo sull’importanza che anche la Puglia come altre Regioni d’Italia investa direttamente sull’innovazione tecnologica con una legge ad hoc sulla digitalizzazione e che si lavori insieme al Circuito D’Autore, buon punto di partenza per sostenere le sale di città.
Conoscendo la sua sensibilità ed i notevoli impegni portati avanti nel campo della cultura e dello spettacolo, le chiediamo di voler adoperarsi perché nel bilancio dei fondi ordinari vengano reperite le somme necessarie a traghettare questo difficile momento.
Tutto ciò in quanto l’Assessore Godelli, che stimiamo per il suo costante impegno, ha dichiarato di non avere alcuna possibilità di incrementare ulteriormente le somme attualmente disponibili per i soggetti dello spettacolo, e non potrà pertanto compensare i tagli del FUS se non le saranno assegnate in corso d’anno ulteriori disponibilità dal bilancio autonomo della Regione”.
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