Diario
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High hopes

Per sei anni, ogni 2 luglio, ho trovato il tempo di soffermarmi, anche solo pochi minuti, a riflettere insieme a voi quel che nell’anno precedente di buono avevamo fatto qui, in Apulia Film Commission. Oggi sono 7 gli anni passati da quel giorno in cui il Consiglio di Amministrazione, presieduto allora dalla straordinaria Silvia Godelli, decise di affidarmi il compito di far nascere dal nulla (c’erano stati solo anni di dibattiti, una buona legge regionale e tante buone intenzioni) questa creatura bellissima che oggi ha quattro sedi, una quinta – la più ambiziosa – in corso di restauro e rifunzionalizzazione, decine e decine tra dipendenti e collaboratori selezionati con bandi pubblici e trasparenti, numerosi progetti attivi, tanti film e tante fiction che giusto in questi giorni cercano il sole meridiano per raccontare le storie che vedremo nel prossimo anno ed un bilancio sanissimo, al punto da chiudere con un patrimonio netto consolidato di oltre due milioni di euro il proprio ultimo consuntivo. Abbiamo finanche varato, forse primo ente di diritto privato a totale capitale pubblico della regione, una green area presso la sede barese dei Cineporti di Puglia, per allietare nelle ore di pausa i nostri lavoratori; a dimostrazione che non esistono solo Google o Microsoft tra le aziende da menzionare per la qualità del lavoro, ma anche piccoli grandi gioielli di cui andare orgogliosi. Perchè la qualità del servizio erogato alle produzioni dev’essere pari a quella con la quale trattiamo coloro i quali, ogni mattina, ci consentono di manternere alto il livello e grande la nostra nomea.

Dopo sette lunghi, appassionanti, meravigliosi anni, proprio oggi, sono costretto a lasciare per impegnarmi in una nuova esperienza. Ho deciso di accettare la proposta che il nuovo Sindaco di Bari, la città in cui sono nato e cresciuto, in cui ho studiato e che ho lasciato per formarmi nell’industria audiovisiva nazionale a Roma oltre tredici anni fa, mi ha fatto di entrare nella sua Giunta con deleghe importanti e coerenti con il mio profilo professionale. Dopo molte avventure e tanti progetti inventati, sviluppati e realizzati, eccomi dunque qui a darvi il mio arrivederci. Chissà se temporaneo o definitivo, su questo blog che ha rappresentato per me il modo migliore per raccontarvi le cose come accadevano dentro, in quel turbinio di emozioni e pensieri che abbiamo saputo essere, grazie alle qualità che non fa conto qui elencare.

Perchè se lo facessi dovrei raccontarvi, uno per uno, gli sguardi che in questi ultimi giorni mi stanno riservando i colleghi e la Presidente della AFC. Un sentimento frammisto di orgoglio per quanto abbiamo fatto insieme e di rammarico per quel che avremmo potuto e, almeno insieme, non potremo più fare con la consuetudine giornaliera del nostro continuo progettare nuovi mondi, rimanendo connessi con le tendenze culturali e produttive mondiali.

Ecco questo è il vero punto da cogliere, rileggendo la nostra storia pregressa e immaginando quella – assai lunga e importante – della Fondazione Apulia Film Commission: noi abbiamo sempre saputo stare nel mondo, abbiamo bramato continuamente di connettere la sensibilità mediterranea alle migliori esperienze europee. Siamo stati il cantiere tra i più autorevoli della costruzione dello spazio culturale comune continentale.

Tutto questo oggi saprà camminare senza di me. Tanti giovani preparatissimi sono cresciuti insieme a noi in questi anni. A loro passa adesso il testimone, guidati da una persona splendida, una donna tenace, colta, intelligente e diritta come Antonella Gaeta cui ho rimesso le mie deleghe poco fa, incapace di pensare che una bella storia come la nostra possa dirsi finita.

Le belle storie durano per sempre, perchè lasciano tracce, incidono nella pietra i propri valori, inscrivono nella testa di chi sa guardare pratiche da imitare per rendere il mondo un posto migliore in cui vivere nel benessere, nella solidarietà, nella giustizia e nella bellezza.

Perchè in fondo di questo mi sono occupato negli ultimi sette anni: ho cercato di portare la bellezza tra noi, di far raccontare la nostra identità trasfigurandola con il linguaggio più bello che esista. Quello dei sogni.

Colonna sonora finale: High hopes, Pink Floyd, 1994
Lyrics:

HIGH HOPES
Beyond the horizon of the place we lived when we were young
In a world of magnets and miracles
Our thoughts strayed constantly and without boundary
The ringing of the division bell had begun

Along the long road and on down to the causeway
Do they still meet there by the cut

There was a ragged band that followed in our footsteps
Running before time took our dreams away
Leaving the myriad small creatures trying to tie us to the ground
To a life consumed by slow decay

The grass was greener
The light was brighter
With friends surrounded
The nights of wonder

Looking beyond the embers of bridges glowing behind us
To a glimpse of how green it was on the other side
Steps taken forwards but sleepwalking back again
Dragged by the force of some inner tide

At a higher altitude with flag unfurled
We reached the dizzy heights OF that dreamed of world

****

Encumbered forever by desire and ambition
There’s a hunger still unsatisfied
Our weary eyes still stray to the horizon
Though down this road we’ve been so many times

The grass was greener
The light was brighter
The taste was sweeter
The nights of wonder
With friends surrounded
The dawn mist glowing
The water flowing
The endless river

Forever and ever.

Un Commento a “High hopes”

  1. lia scaramuzzi scrive:

    APPREZZO IL LAVORO SVOLTO E LA FUNZIONE DELL’APULIA FILM COMMISSION PERCHE’
    PERMETTE DI SPROVINCIALIZZARE L’AMBIENTE DEI COSIDDETTI INTELLETTUALI BARESI.

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